Il matrimonio Mps-Bpm non s’ha da fare. Il cda blocca l’unione verso l’istituto senese. Colpa delle perplessità di Agricole

Il Consiglio di Amministrazione di Banco BPM, guidato dall’AD Giuseppe Castagna, ha deliberato all’unanimità l’interruzione delle consultazioni per una potenziale aggregazione con Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS), dandone formale comunicazione all’istituto senese. La decisione del CdA è giunta nello stesso giorno in cui è arrivata una netta presa di posizione da parte del Crédit Agricole, primo azionista di Banco BPM con una quota del 29,3%. «Non abbiamo ricevuto alcun progetto, né alcuna informazione su una potenziale fusione tra Mps e Bpm e, di conseguenza, non siamo in grado di dire se questo progetto potrebbe creare valore per gli azionisti», aveva dichiarato Olivier Gavalda, CEO di Crédit Agricole.
Storia di una unione che non si farà
La vicenda tra Banco BPM e Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS) rappresenta uno degli snodi principali del risiko bancario italiano. A inizio giugno 2026, Intesa Sanpaolo ha lanciato un’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) su MPS del valore di circa 30,6 miliardi di euro. Contestualmente, Banco BPM aveva avviato discussioni e analisi per esplorare un’operazione di fusione o aggregazione alla pari con Siena, ipotizzando la nascita di un terzo grande polo bancario italiano. Nel corso del mese di luglio, i CEO Luigi Lovaglio (MPS) e Giuseppe Castagna (Banco BPM) hanno lavorato tramite gli advisor (Citi, Goldman Sachs per BPM; BofA, UBS per MPS) per valutare un piano alternativo. Tra le opzioni studiate vi erano la riduzione delle differenze di valutazione tramite dividendi straordinari e valorizzazioni di partecipazioni (es. Generali), oltre alle garanzie richieste dagli enti locali (tutela dell’occupazione, presenza sul territorio e centralità della sede di Siena). La trattativa ha generato divergenze interne in MPS: alcuni consiglieri di amministrazione hanno sollevato rilievi e chiesto chiarimenti sulla gestione, fino alla decisione di oggi: con la delibera all’unanimità dell’interruzione delle consultazioni e delle trattative per l’aggregazione con MPS.

