Attentato a Ranucci, il factotum di Lavitola dopo il mandato d’arresto: «Perché non torno in Italia». La versione di Tavares sui problemi di salute

La voglia di tornare in Italia per chiarire tutto sembra ormai svanita in Gomes Clesio Tavares, dopo che dalla procura di Roma è partito un mandato d’arresto per lui, considerato l’intermediario tra Valter Lavitola e la banda che ha piazzato una bomba davanti alla casa di Sigfrido Ranucci». L’uomo, cittadino camerunense, è accusato dai magistrati romani di aver preso parte al piano dell’attentato ai danni del giornalista. Al momento risulta latitante e, secondo quanto emerso, si troverebbe in Africa. Per l’accusa, Tavares avrebbe fatto da tramite tra Lavitola e il gruppo che ha materialmente organizzato l’azione dinamitarda contro l’abitazione di Ranucci.
Cosa ha detto Tavares al Tg1
Intervistato dal Tg1, Tavares ha provato a spiegare la propria posizione, ammettendo però le difficoltà del momento: «Avrei voluto tornare per spiegare la mia vita e la mia versione dei fatti però vorrei anche sapere per quale motivo devono emettere un arresto nei miei confronti». Ha poi aggiunto un dettaglio personale legato alla sua salute, raccontando di aver avuto delle trombosi e di essersi confrontato con il proprio cardiologo: «Io non ho spostato niente ho avuto delle trombosi con le trombosi il medico, ho insistito con il cardiologo mi ha detto che non posso viaggiare». Secondo il suo racconto, il rientro era previsto per la settimana successiva, prima che la situazione giudiziaria cambiasse le carte in tavola.

