Con i piedi guida il motoscafo a tutta velocità, la follia sotto costa a Punta Campanella e si vanta pure sui social: denunciato – Il video
Un diportista è stato denunciato dall’Amp di Punta Campanella dopo essere stato ripreso mentre guidava un motoscafo con i piedi, a pochi metri dalla costa, nel comune di Massa Lubrense. A raccontarlo è Massimiliano D’Esposito su Il Mattino, secondo cui le immagini sarebbero state girate proprio nei pressi del promontorio mentre l’imbarcazione procedeva a velocità sostenuta, in violazione dell’ordinanza della Guardia Costiera di Castellammare di Stabia che fissa le distanze minime dal litorale. Il video, pubblicato su TikTok, era già stato inoltrato alla Capitaneria di Porto qualche giorno prima, come conferma anche Fabrizio Geremicca sul Corriere della Sera.
Il pericolo dei sub nell’area marina protetta
La presidente del Parco marino, Carolina Mazzella, ha definito il comportamento del diportista «inaccettabile, incivile, incurante delle regole e della sicurezza», aggiungendo che un episodio del genere «non può essere tollerato». In una nota, Mazzella ha ricordato che quel tratto di mare è abitualmente frequentato da attività subacquee autorizzate e che, al di là delle responsabilità che accerteranno gli organi competenti, «il mare è uno spazio condiviso, nel quale la sicurezza di chi naviga deve necessariamente conciliarsi con la tutela di chi svolge attività in acqua». E infine il richiamo sul fatto che il mare «non è una pista, né un palcoscenico per esibizioni sui social».
Per la patente nautica «ci vuole un corso di educazione ambientale»
Mazzella collega l’episodio a un tema più ampio, quello della formazione dei diportisti: secondo la presidente, il conseguimento della patente nautica dovrebbe prevedere anche un percorso obbligatorio di educazione ambientale, con attenzione specifica alle aree protette e alla sicurezza in presenza di subacquei. Comportamenti come questo, spiega al Mattino, rischiano di compromettere «quella risorsa dalla quale dipende il lavoro e il reddito degli stessi operatori del settore», dai charteristi agli operatori turistici. Per questo l’Amp si dice pronta a un confronto con istituzioni, autorità marittime e comunità dei subacquei, puntando su prevenzione e formazione invece che sulle sole sanzioni successive ai fatti.

