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Scrive a Mattarella e Valditara per non perdere la sua insegnante di sostegno, la lettera dello studente disabile: «Trovata una soluzione»

20 Agosto 2026 - 10:51 Olga Colombano
banchi di scuola
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La professoressa ha ottenuto, dopo anni di precariato, un posto come insegnante di Fisica, ma il nuovo posto rischiava di interrompere il percorso costruito in due anni con Giovanni, lo studente che con lei ora potrà affrontare l'esame di Maturità. La risposta del ministero dell'Istruzione
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Dopo due anni trascorsi con la sua professoressa di sostegno, per Giovanni Leonardo Difonso, 17 anni, è arrivata la notizia che l’insegnante avrebbe dovuto lasciare il suo incarico dopo essere stata assunta come docente di Fisica in un istituto. Per il ragazzo, però, interrompere proprio ora quel percorso avrebbe significato affrontare l’ultimo anno di scuola e la maturità senza la persona che lo ha seguito negli ultimi anni. Ha così deciso di rivolgersi direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, chiedendo che la professoressa possa rimanere ancora un anno al Nautico di Bari. A grande sorpresa la risposta del Ministero non si è fatta attendere dicendo di essersi «immediatamente attivato» per trovare una soluzione.

Il problema di rimanere e il rischio di interrompere il percorso

Il problema, però, riguarda entrambe le persone coinvolte. Da una parte c’è Giovanni, che rischierebbe di perdere proprio nell’anno della maturità il lavoro costruito insieme alla sua insegnante. Dall’altra c’è la professoressa, che dopo anni di precariato ha finalmente ottenuto un posto da insegnante di Fisica e non può semplicemente rinunciarvi. «Se ci si fosse trovati in un anno intermedio la sostituzione sarebbe stata più facile, ma farlo in quinto superiore comporta il superamento della barriera emotiva e lo studio di quanto fatto negli anni scorsi», ha spiegato la docente a Repubblica. E sul proprio percorso professionale ha aggiunto: «Ho studiato e lavorato tantissimo per poter superare il concorso, non posso rinunciare e rimanere precaria». Per questo la richiesta di Giovanni non riguarda solo la possibilità di mantenere la stessa insegnante, ma anche di non farle perdere il nuovo posto.

La lettera a Mattarella e Valditara

Dopo due pec inviate dalla madre e rimaste senza risposta, è stato Giovanni a prendere carta e penna. Nella lettera ha spiegato di non chiedere un trattamento di favore, ma di voler proteggere un percorso che gli ha permesso di diventare più autonomo e sicuro. «Non Le chiedo un favore. Le chiedo di tutelare un percorso educativo che sta funzionando e che rischia di essere interrotto proprio alla fine», ha scritto il ragazzo. In questi anni, racconta Giovanni, hanno costruito «un percorso di crescita», fatto di metodi di studio e tecniche per memorizzare. Poi si è rivolto direttamente a Mattarella, consapevole che il presidente della Repubblica non può decidere l’assegnazione di un docente. «Le chiedo di ascoltare la mia voce e di aiutarmi a far capire alle istituzioni che dietro una questione amministrativa c’è un ragazzo con disabilità grave, ci sono due anni di lavoro e di crescita e c’è una maturità da affrontare».

La risposta del ministero

Alla richiesta ha risposto direttamente il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che ha fatto sapere di essersi «immediatamente attivato» per trovare una soluzione «nel rispetto della normativa vigente e a tutela dell’interesse dello studente». Il Ministero ha spiegato di aver applicato il principio dell’accomodamento ragionevole, che consente di adottare soluzioni specifiche per garantire a una persona con disabilità i propri diritti senza essere penalizzata e vista la disponibilità della professoressa, sarebbe stata individuata una soluzione.