Non bastano gli ammonimenti, non basta il divieto di avvicinamento: per fermare un uomo che minaccia o perseguita la propria compagna serve il carcere. Lo sostiene Giulia Bongiorno, senatrice leghista e presidente della commissione Giustizia, in un’intervista al Corriere della Sera firmata da Virginia Piccolillo. «Minacce, forme di controllo, ricatti, violenze psicologiche non sono fatti isolati, ma tessere di uno stesso mosaico», spiega l’avvocata, per poi arrivare dritta al punto: «Se un uomo fa minacce gravi o perseguita, di certo non si fermerà davanti a un ammonimento o a un divieto di avvicinamento. Serve il carcere, purtroppo non vedo alternative».
Giulia Bongiorno e gli errori dietro ai femminicidi: «Perché serve solo il carcere per gli uomini». La lezione a Vannacci sul reato che vuole abolire

L’avvocata e senatrice della Lega punta il dito contro chi non applica nel modo giusto la legge sul Codice Rosso. Troppo spesso, spiega al Corriere, ci sono misure blande per gli uomini che perseguitano le donne con cui hanno avuto una relazione. La spiegazione al generale di Futuro Nazionale sul perché è stato introdotto il reato di femminicidio