Ritardi, sottovalutazioni e misure troppo blande
Interrogata sul perché i femminicidi continuino nonostante la legge, Bongiorno non usa giri di parole: «Ci sono ritardi, spesso c’è anche una sottovalutazione e vengono applicate misure blande». E aggiunge un dettaglio che considera rivelatore: «Capita ancora che la donna si senta dire che certe cose sono “normali”. Del resto, lo stesso aggettivo “domestica” applicato alla violenza la sminuisce, invece è una violenza selvaggia». Sui segnali da non ignorare torna a citare «minacce, forme di controllo, ricatti, violenze psicologiche», che a suo avviso spetta a «forze dell’ordine e magistratura» valutare tempestivamente, sentendo «subito la vittima» senza «sottovalutare nulla». Ricorda infine che il Codice Rosso «è nato dalla vicenda di Noemi Durini, uccisa a sedici anni dal fidanzato, nonostante le denunce della madre».