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Giulia Bongiorno e gli errori dietro ai femminicidi: «Perché serve solo il carcere per gli uomini». La lezione a Vannacci sul reato che vuole abolire

20 Agosto 2026 - 13:06 Giulia Norvegno

Perché per Bongiorno il reato di femminicidio non è simbolico: la risposta a Vannacci

Sul dibattito acceso da Roberto Vannacci, che ha criticato l’introduzione del reato di femminicidio sostenendo che si tratti di un omicidio, Bongiorno replica: «No, è sbagliato. Infatti non viene contestato il femminicidio se si uccide una donna travolgendola sulle strisce pedonali». E precisa: «Il reato non nasce dall’idea che la morte di una donna pesa più di quella di un uomo, ma dalla gravità della spinta che porta un uomo a uccidere una donna perché la ritiene inferiore e la considera una cosa propria. Non vorrei che in queste critiche ci fosse nostalgia per il reato previsto fino al 1981, il delitto d’onore, che veniva punito in modo lieve». Sull’ergastolo è altrettanto diretta: «Non vedo niente di simbolico nell’ergastolo», anche se ammette che «la violenza va combattuta su più piani: è anche un problema culturale». E conclude: «Le buone leggi non possono da sole generare un cambiamento nella mentalità della gente: possono, e devono, accompagnarlo».