Ranucci, i colleghi di Report e quella richiesta di farsi da parte: «Salviamo la trasmissione»

Nella redazione di Report si fa strada già da settimane l’ipotesi di una conduzione senza Sigfrido Ranucci. Secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, dopo la solidarietà espressa al conduttore nelle scorse settimane, una parte dei giornalisti avrebbe chiesto un passo indietro per tutelare il programma. La richiesta è stata definita «un atto di gentilezza» nei confronti di una trasmissione alla quale molti hanno dedicato anni di lavoro.
L’ipotesi della conduzione a rotazione
La soluzione auspicata dalla redazione non sarebbe quella di affidare Report a un nuovo volto scelto dall’esterno, quanto piuttosto quella di alternare più giornalisti della squadra, distribuendo la conduzione tra i professionisti che già lavorano al programma. Una scelta che consentirebbe di mantenere il carattere della trasmissione. La decisione finale spetta però alla Rai, che nelle prossime ore dovrà valutare la sospensione o un eventuale spostamento del conduttore.
Sul caso è intervenuto ieri anche Fratelli d’Italia, che ha scritto alla vicepresidente esecutiva della Commissione europea Henna Virkkunen per chiedere un intervento sulle modalità con cui Report conduce alcune delle sue inchieste. Il partito contesta in particolare l’impostazione che considera «faziosa» nei confronti del centrodestra e sostiene che alcuni contenuti della trasmissione possano entrare in conflitto con le norme europee sulla libertà e il pluralismo dei media. Nella lettera viene richiamato l’European Media Freedom Act, chiedendo alla Commissione di valutare la questione alla luce delle regole sull’indipendenza e sull’imparzialità del servizio pubblico.
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Proseguono le indagini su Lavitola
Parallelamente prosegue l’inchiesta sull’attentato contro Ranucci. Valter Lavitola, indicato dalla Procura come mandante, sarà ascoltato dai giudici del Riesame tra il 25 e il 26 agosto. Lavitola ha ammesso di aver commissionato l’attentato, ma sostiene di aver chiesto che fosse realizzato in modo diverso: secondo la sua versione, voleva che gli esecutori sparassero alcuni colpi di pistola in aria davanti alla casa di Ranucci, così da attirare l’attenzione sulla sua sicurezza. L’azione sarebbe poi stata eseguita con un ordigno esplosivo, circostanza che Lavitola sostiene di non aver previsto.

