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La difesa di Tony Boy: «Non ho mai spacciato, tenevo quella pistola per difendermi»

25 Agosto 2026 - 11:04 Stefania Carboni
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Nell'interrogatorio il trapper ha ammesso la detenzione dell'arma con matricola abrasa ma ha respinto tutte le altre accuse. Attesa la decisione del Gip
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«Non ho mai spacciato, la droga che avevo era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. L’arma ce l’avevo per autodifesa, perché di recente ho subito un furto in casa». Queste le parole, riferite all’Ansa dal legale Niccolò Vecchioni, con cui si è difeso il trapper Tony Boy nell’interrogatorio davanti al gip nel carcere milanese di San Vittore, contestando l’accusa di spaccio, ma rendendo dichiarazioni confessiorie sulla pistola con matricola abrasa trovata nella sua casa dalla Polizia. Il gip dovrebbe decidere in giornata sulla convalida dell’arresto e sulla misura cautelare.

Di cosa è accusato il trapper, gli amici fuori da San Vittore

Tony Boy è stato arrestato mentre si trovava in diretta social con i suoi followers. Durante la perquisizione nella sua abitazione, le forze dell’ordine hanno sequestrato a Tony Boy vari quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, insieme a una pistola con matricola abrasa e circa cinquanta proiettili. Per il rapper è scattata anche una denuncia a piede libero con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione e trattamento illecito dei dati, per aver trasmesso in diretta social il blitz degli agenti senza il loro consenso. Mentre era in corso l’interrogatorio del trapper all’esterno della casa circondariale erano presenti due fan di 14 anni e Ayman Tarig Salaheldin Mohamed, amico sudanese dell’artista, indagato a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. «Speriamo di vederlo uscire e che da questa situazione capisca i suoi errori», hanno commentato i giovani ai cronisti. «Ha una bambina piccola, ci dispiace per la situazione». La trasmissione live della perquisizione non è stata trattata durante l’interrogatorio poiché non inclusa nelle accuse che motivano la richiesta di custodia cautelare; per questo fatto il trapper è indagato a piede libero per trattamento illecito di dati.