Cosa ci faceva Valter Lavitola a un safari in Africa dopo l’attentato a Ranucci? Gli scatti del faccendiere con le carcasse di leoni ed elefanti

Carcasse di leoni ed elefanti, cappello da cacciatore e fucili di precisione da 100mila euro l’uno. È questo l’insolito scenario in cui è ritratto Valter Lavitola in alcuni scatti che risalgono all’inizio del novembre scorso, appena due settimane dopo l’attentato compiuto ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci. Mentre le indagini della Procura di Roma cercavano di far luce sull’autobomba collocata sotto l’abitazione del conduttore di Report, il faccendiere romano – che ha confessato di essere stato il mandante di quell’azione – si concedeva una lunga trasferta di caccia in Zimbabwe.
La battuta di caccia nel safari di lusso
A sollevare il velo su questo retroscena è stata prima la testata online MowMag, seguita da un servizio del Tg1. Le immagini diffuse dal telegiornale del servizio pubblico ritraggono Lavitola inginocchiato con fare orgoglioso accanto ad alcuni grandi mammiferi abbattuti nelle riserve africane: gnu, leoni, elefanti, leopardi, bisonti. Stando ai documenti e alle licenze di caccia visionate, il soggiorno del faccendiere romano in Zimbabwe è durato dal 1° al 20 novembre. Un’esperienza riservata a pochi, soprattutto per via del prezzo. Il costo stimato per un’attività del genere parte infatti da un minimo di 130 mila euro. Soldi che, secondo quanto scrive MowMag, arriverebbero almeno in parte dai conti della sua società Future Awaits.
Valter Lavitola appassionato di safari in Africa. Foto @Tg1Rai. pic.twitter.com/qJZY4rdHSm
— Ilario Piagnerelli (@ilario82) August 25, 2026
Gli affari di Lavitola in Africa
Al di là del recente viaggio in Zimbabwe, Lavitola avrebbe un interesse particolare per l’Africa. Sempre secondo MowMag, ha fondato in Tanzania una società insieme a un noto cacciatore professionista romano. Non tanto per l’attività venatoria in sé, quanto per mettere un piede nel settore e ottenere le concessioni su terreni sterminati. Il faccendiere avrebbe poi orientato i propri investimenti verso il settore energetico, i mercati del carbon credit e il fotovoltaico.
Il giallo sulle vere entrate del faccendiere
Sullo sfondo, tuttavia, resta una domanda: com’è possibile che Lavitola – che ufficialmente gestisce un ristorante di pesce e un b&b – disponesse di una liquidità tale da coprire le spese per un safari di lusso? L’ipotesi, scrive oggi Il Giornale, è che possa aver canali di finanziamento paralleli finora mai emersi e su cui, chissà, anche la procura potrebbe voler fare luce.
Credits foto di copertina: TG1

