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Aosta, stupravano il nipote e lo filmavano: arrestati. I video della vergogna su pc e cellulari

27 Agosto 2026 - 12:09 Alba Romano
La vittima un ragazzino minorenne, affidato alla coppia per ragioni famigliari. L'indagine partita da una segnalazione online
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Una coppia residente in provincia di Aosta è stata arrestata con l’accusa di aver abusato sessualmente del nipote, un minore in età preadolescenziale, e di aver filmato gli abusi. I due sono stati portati in carcere dalla polizia in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Torino, al termine di un’indagine durata circa sei mesi e coordinata dalla Procura di Torino.

Trovati 45 file pedopornografici

L’inchiesta è partita da una segnalazione internazionale al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (Cncpo). Al centro della segnalazione c’erano circa 45 file pedopornografici comparsi all’interno di un account web. Fin dai primi accertamenti, gli investigatori hanno notato elementi che facevano pensare che quei contenuti non fossero stati semplicemente scaricati dalla rete, ma prodotti direttamente da chi li aveva caricati.

L’inchiesta

Gli specialisti della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Aosta hanno seguito le tracce digitali e sono riusciti a risalire alle connessioni internet riconducibili alla coppia. Gli elementi raccolti hanno portato l’autorità giudiziaria a disporre una perquisizione dell’abitazione e dei dispositivi elettronici dei due. Proprio dall’analisi di telefoni e altri supporti informatici sarebbero emersi numerosi file pedopornografici, alcuni dei quali realizzati direttamente dagli indagati.

Le accuse

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il minore veniva affidato alla coppia per motivi familiari. Sarebbe stata proprio la possibilità di trascorrere del tempo con il bambino a consentire ai due di coinvolgerlo in atti sessuali che sarebbero stati anche registrati con uno smartphone. Alla coppia vengono contestati i reati di produzione di materiale relativo ad atti sessuali con minorenne, detenzione di materiale pedopornografico e compimento di atti sessuali con minorenni. Le accuse sono aggravate dal fatto che la vittima avrebbe avuto meno di 16 anni e si trovava affidata alla custodia degli indagati.

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