Bambini venduti su Vinted? Perché la teoria del traffico di minori non sta in piedi

Da giorni circolano alcuni presunti screenshot di annunci pubblicati su Vinted in cui peluche e giocattoli vengono offerti a cifre assurde, accompagnati da indicazioni di età, sesso e altezza. Secondo la narrazione diffusa online, dietro quelle inserzioni si nasconderebbe un traffico di minori o lo scambio di materiale pedopornografico. Per quanto sia comprensibile l’indignazione generata da questa ricostruzione suggestiva, ad oggi non c’è alcun elemento concreto che la sostenga. Al contrario, si scontra con un grosso problema di fondo legato all’anonimato dei malintenzionati.
Il punto debole della narrazione
Il primo motivo per cui la teoria non sta in piedi non riguarda i singoli annunci, ma il luogo scelto. Vinted è una piattaforma con pagamento tracciato, dati del venditore, indirizzo di spedizione e registri di sistema. Chiunque concludesse in tale piattaforma una transazione criminale lascerebbe una scia che porterebbe agli attori. Di fatto, è l’esatto contrario di come funziona l’ecosistema di certi reati.
L’organizzazione anti sfruttamento NCOSE, analizzando un caso quasi identico accaduto con la piattaforma Wayfair, ha ricordato che lo sfruttamento sessuale viene quasi sempre perpetrato con mezzi meno tracciabili, non attraverso vetrine pubbliche che generano tali prove a carico.
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Sulla stessa vicenda l’organizzazione anti tratta DeliverFund concluse, con tecniche OSINT, che risulta altamente improbabile che un traffico di minori passasse dalla vendita di oggetti costosi su un marketplace.
C’è poi un paradosso, ovvero che un codice segreto smette di essere segreto nel momento in cui diventa virale davanti a milioni di persone, forze dell’ordine comprese. Infine, una rete criminale che vuole tenere lontani gli estranei non pubblica affatto un annuncio pubblico. Di fatto, semplicemente non lo pubblica.
Una sceneggiatura già vista
Come già anticipato, nel 2020 la stessa identica meccanica colpì la piattaforma Wayfair, accusata di vendere mobili a prezzi gonfiati con nomi di donna che sarebbero stati minori in vendita. Dopo le verifiche dell’epoca non emerse nulla e l’azienda chiarì che si trattava di prodotti reali con prezzi reali. Prima ancora era toccato a Etsy, con le foto di pizze lette come messaggi cifrati.
La variante Vinted non è nuova e circolava in Francia già nel 2023. Di fatto, queste narrazioni cambiano piattaforma, ma l’architettura risulta sempre la stessa: un prezzo anomalo, una parola ambigua ed infine gli screenshot che generano sospetto.
Cosa dicono davvero le autorità
Il fatto che diverse polizie europee abbiano avviato verifiche sulla vicenda Vinted non va letto come una conferma della narrazione diffusa online.
Infatti, la polizia di Francoforte e dell’Assia propende per la teoria degli annunci falsi, invitando esplicitamente a non diffondere screenshot e link non verificati.
La polizia di Dortmund ha avviato un controllo analogo sui video di TikTok, con la stessa cautela.
In Austria il Bundeskriminalamt ha confermato un aumento di segnalazioni a partire da martedì scorso, indicando però anche la spiegazione più banale, e cioè inserzioni inventate per generare confusione.
In Svizzera, Fedpol e la polizia cantonale di Zurigo parlano apertamente di probabili annunci falsi o provocazioni costruite per generare click e like.
In Francia la magistratura avrebbe aperto un’indagine preliminare dopo l’ondata di segnalazioni, e la questione è arrivata fino all’Alta Commissaria per l’infanzia. Anche lì, però, l’apertura di un fascicolo non equivale a un riscontro. L’apertura di un’indagine significa solo che le segnalazioni vengono prese sul serio.
La probabile natura degli annunci
La teoria della fabbricazione di annunci falsi potrebbe essere supportata da un indizio presente negli screenshot. Molti di questi, come quelli segnalati a Open, mostrano annunci caricati da poco (da uno a tre minuti), suggerendo che certi contenuti siano stati creati ad arte per essere fotografati e fatti girare per scatenare l’indignazione virale.

La stessa Vinted ha dichiarato di non aver trovato alcuna prova che colleghi quegli annunci ad attività criminali, parlando di malinteso sul funzionamento del sito, di trolling e di falsi deliberati costruiti per diventare virali.
Chi sta subendo un danno senza motivo
Tutto questo non significa che gli annunci ambigui siano innocui o che vadano ignorati. Nel caso ci si imbatta in attività dubbie, è buona pratica segnalarle alla piattaforma e, in presenza di un sospetto concreto di reato, alle autorità.
Tuttavia, tra un’inserzione scandalosa e disturbante e la prova di un traffico di minori c’è una differenza enorme. Di fatto, l’effetto più tangibile di questa indignazione virale è quello di aver colpito chi non c’entra nulla. Infatti, Vinted segnala un aumento di aggressioni verbali contro venditori legittimi di articoli per bambini di fascia alta, persone reali travolte da un sospetto infondato.

