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Bce, perché Lagarde ha aumentato i tassi a 2,50%. Gli effetti su mutui e prestiti: quanto aumentano le rate per famiglie e imprese

10 Settembre 2026 - 14:36 Giovanni Ruggiero
Mutui e prestiti, immagine generica
Mutui e prestiti, immagine generica
A influire sulla scelta della Bce gli effetti della guerra in Medio Oriente. Rivista al rialzo la previsione di crescita per l'area euro, ma lo scenario nel medio periodo resta «molto incerto»
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La Banca centrale europea ha alzato i tre tassi di riferimento di 25 punti base, con una mossa sul costo del denaro considerata dai mercati ampiamente scontata. Il tasso sui depositi passa dal 2,25% al 2,50%, quello sui rifinanziamenti principali sale al 2,65% e quello sui prestiti marginali arriva al 2,90%. Nella nota diffusa al termine dell’incontro, l’istituto di Francoforte spiega di aver deciso di «innalzare di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento», ribadendo l’impegno a riportare l’inflazione sull’obiettivo del 2% nel medio termine.

Quali sono le nuove stime di crescita e inflazione

Nel comunicato la Bce rivede al rialzo le previsioni di crescita per l’area euro, che dovrebbe attestarsi allo 0,9% nel 2026, all’1,4% nel 2027 e all’1,5% nel 2028, correzione legata a una tenuta dell’economia superiore alle attese. Diverso il discorso per l’inflazione: la stima per quest’anno resta ferma al 3%, ma sale al 2,5% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. A pesare, spiega l’istituto centrale, è soprattutto «il conflitto in Medio Oriente continua a generare pressioni sull’inflazione», che dovrebbe restare sopra l’obiettivo per un periodo prolungato, in uno scenario che la Bce definisce comunque molto incerto.

Quanto aumenta la rata del mutuo dopo la decisione della Bce

Secondo un’elaborazione di Facile.it, per un mutuo variabile standard da 126.000 euro in 25 anni, sottoscritto a gennaio con un Tan iniziale del 2,70%, la rata mensile sale di circa 17 euro, passando da 614 a 631 euro. Da inizio anno l’aumento complessivo è già di 36 euro, con la rata partita da 578 euro. Guardando ai futures, l’Euribor a tre mesi, oggi al 2,67%, potrebbe arrivare al 3,10% entro giugno 2027, portando la rata oltre i 650 euro. Nei primi otto mesi del 2026 l’importo medio richiesto per un mutuo è stato di 139.599 euro, in crescita dell’1,6% sull’anno precedente e pari al 74% del valore medio dell’immobile, circa 206.000 euro. Scende l’età media dei richiedenti, da 40,5 a 39 anni, mentre il tasso fisso resta preferito nel 93% dei casi, anche se la quota di chi sceglie il variabile è passata dall’1% al 7%.

Cosa dice Adusbef sull’impatto per le famiglie

L’Associazione difesa utenti servizi bancari collega l’aumento dei tassi alle conseguenze della guerra in Medio Oriente sui mutui per la casa. Per la fascia più richiesta in Italia, tra 125.000 e 150.000 euro su 25 anni, l’associazione calcola una rata mensile più alta di 15 euro per il finanziamento minore e di 25 euro per quello maggiore, con un aggravio annuo tra 180 e 300 euro a famiglia. Per il presidente Antonio Tanza, «il vero problema è che l’aumento del costo del denaro si aggiungerà» agli altri effetti negativi della crisi internazionale, con ricadute dirette su bilanci e consumi delle famiglie.

Quali sono i rischi per le piccole imprese secondo Confesercenti

Confesercenti stima che un aumento di 25 punti base, se trasferito interamente dalle banche al costo dei prestiti, possa generare un onere aggiuntivo di 460 milioni di euro l’anno per le micro e piccole imprese, su una base di circa 93 miliardi di euro di credito in essere per le attività con meno di 20 addetti. L’associazione segnala che la stretta monetaria si somma a una nuova emergenza energetica: il petrolio è tornato sopra i 100 dollari al barile e il gas europeo ha toccato i massimi da fine 2022, con un rincaro del 125% sulla media del 2025, un mix che potrebbe spingere l’inflazione del quarto trimestre 2026 di 0,7 punti. Per il presidente Nico Gronchi, «occorre rafforzare gli strumenti di accesso al credito per le attività di minori dimensioni», evitando una nuova corsa dei tassi insostenibile per troppe imprese.

Foto di Jakub Żerdzicki su Unsplash