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Prodi: «Se l’Afd vince le elezioni in Germania l’Ue è finita»

20 Settembre 2026 - 09:36 Alba Romano
prodi trump conte schlein festival economia trento
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L'ex premier: ma la sua crescita riguarda soprattutto l'Est. L'Europa? Bei discorsi ma poi non si decide niente
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Secondo Romano Prodi «se l’AfD vince le elezioni tedesche l’Europa è finita. Questa è la realtà. Alternative für Deutschland è antieuropea, è massicciamente contro le istituzioni multinazionali, è nazionalista, è razzista, non c’è più nulla di Europa». L’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea parla in un’intervista al Sole 24 Ore.

L’Afd e l’Europa

«Però attenzione. La crescita del partito di estrema destra riguarda soprattutto la Germania orientale che sta vivendo un periodo con una particolare tensione, quasi un senso di inferiorità rispetto all’ex Germania occidentale. Quindi non generalizziamo, anche se il pericolo si sta estendendo verso tutto il Paese», aggiunge. Sul rapporto tra Unione europea e Canada, dopo l’intervento del premier Mark Carney al Parlamento europeo, Prodi osserva che «il discorso di Carney è stato perfetto, ha entusiasmato tutti». Ma poi sottolinea che il problema è tradurre le proposte in decisioni concrete e ricorda che una decina di Paesi, tra cui l’Italia, non hanno ancora ratificato il Ceta. «Il problema dell’Europa, è che si fanno bei discorsi ma poi si fermano lì, perché i metodi di voto non permettono di mettere in atto le decisioni prese».

La legge elettorale e il Parlamento

Infine, sulla legge elettorale in Italia, Prodi afferma: «Io scherzosamente dico che vorrebbe trasformare la stabilità in eternità. Ha dei premi assurdi, è una deviazione, ma già le leggi attuali sono brutte leggi, ormai andiamo verso una democrazia in cui la maggioranza dei parlamentari viene nominata, non viene eletta, ma sono solo io a sostenere che l’unico modo per avere dei parlamentari di alto livello è il collegio uninominale in cui i parlamentari si confrontano con la propria personalità, le proprie idee. Ma non lo vuole nessuno, sono rimasto io come cantore inutile di questa ipotesi. Però questo vuole dire che il Parlamento conterà sempre meno, già non conta nulla in questa legislazione, ma conterà sempre meno nella storia repubblicana», conclude.

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