Elif Eralp: la candidata sindaca di Berlino che vuole espropriare le case alle multinazionali

Elif Eralp, 45 anni, può diventare la prima sindaca della Linke di Berlino. Figlia di immigrati turchi, ha un modello: Zohran Mamdani. «Il successo di un socialista democratico a New York è un fatto enorme», ha detto. Lo stratega di Mamdani Morris Katz è stato a Berlino ad aprile per aiutarla a impostare la campagna elettorale. Lei, a differenza di Zohran, non è un’intrattenitrice, ma «pur sempre una giurista tedesca».
Elif Eralp
Il tema principale della sua campagna elettorale è la casa. La Linke vuole mettere un tetto agli affitti — come Mamdani a New York – e anche espropriare i grandi gruppi immobiliari. Se vince, ha promesso che attuerà il referendum del 2021, quando il 57,6% dei votanti berlinesi si schierò per la «socializzazione» dei colossi del real estate. Tra questi c’è Vonovia che possiede 130.000 abitazioni nella capitale ed è quotata alla Borsa di Francoforte. «Un miliardo di euro!», distribuito agli azionisti, ha gridato Eralp da un palco a Neukölln. «Non può essere vero!». Ogni giorno queste aziende fanno profitti «con i nostri affitti, con i nostri redditi, con il nostro lavoro».
I sondaggi
Le rilevazioni dicono che ora Elif Eralp è al 22% davanti alla Cdu con il 20% (seguono AfD 18%, Verdi 15%, Spd 12%). Ma la Spd non vuole espropri. Secondo il programma di Die Linke invece i grandi gruppi potranno possedere e gestire fino a 3.000 abitazioni, tutti gli altri immobili verrebbero trasferiti in una «proprietà collettiva». La misura, secondo gli esperti, rispetterebbe la Costituzione tedesca. Ma l’esproprio costerebbe tra i 10 e i 30 miliardi di euro. Negli ultimi dieci anni gli affitti dei berlinesi sono saliti del 77%. «Che cosa c’è di più democratico degli affitti sostenibili?», tuona Eralp. In città l’85% delle persone non ha case di proprietà.
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I pasti a 3 euro
Eralp distribuisce nelle piazze pasti a 3 euro, un purè di patate, un panino, verdure e una banana: la social kitchen è un’altra delle idee. È figlia di un medico socialista e di una formatrice di infermiere scappati da Istanbul nel 1980 con passaporti falsi dopo l’ennesimo golpe dei generali. La Linke è votata in massa dai giovani. In un anno ha raddoppiato gli iscritti, arrivando a 123 mila tesserati. Ragazzi di Berlino, in buona parte non operai.

