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Terzigno, quattordicenne porta a scuola un coltello dopo la rissa con un compagno: il sindaco li fa incontrare

23 Settembre 2026 - 15:17 Costanza Saporito
ll giovane era stato sorpreso con una lama di 18 centimetri il giorno dopo la lite. Il primo cittadino Salvatore Carillo ha incontrato i due studenti in Comune, dove si sono stretti la mano: «Crescere significa avere il coraggio di dire "sì, ho sbagliato"».
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«L’uomo è uomo quando capisce che è venuto il momento di fare marcia indietro, e la fa». Cita il drammaturgo napoletano Eduardo De Filippo, Salvatore Carillo, sindaco di Terzigno (Napoli), per spiegare come mai abbia deciso di promuovere un incontro tra il quattordicenne beccato a scuola con un coltello da cucina con una lama di 18 cm lo scorso 17 settembre e il compagno di classe con il quale il giorno prima aveva avuto un litigio degenerato in rissa, filmata dai compagni e postata sui social. Il giovane è stato denunciato per porto abusivo d’arma.

Com’è nata l’idea dell’incontro tra il giovane beccato a scuola con un coltello e il compagno con cui aveva litigato

Carillo aveva da subito manifestato pubblicamente la volontà di confrontarsi con il giovane che aveva portato a scuola il coltello, poi ha deciso di coinvolgere anche l’altro studente nella convinzione che un dialogo diretto tra i due li avrebbe aiutati «a superare quel momento di rabbia e a capire meglio quanto era successo».

L’incontro tra i due studenti nell’ufficio del sindaco di Terzigno

Così, come riporta l’Ansa, i due giovani si sono incontrati nell’ufficio del primo cittadino, in via Gionti, dove hanno avuto modo di parlarsi a lungo«Alla fine, è arrivato quello che speravo: si sono chiariti e si sono stretti la mano. È stato un gesto spontaneo, sincero, vero. Ed è stata la cosa che mi ha fatto più piacere» ha dichiarato Carillo, che ha aggiunto: «Crescere vuol dire avere il coraggio di dire “sì, ho sbagliato”, assumersi le proprie responsabilità e chiedere scusa. Capire la gravità di ciò che si è fatto e scegliere di comportarsi diversamente». Parallelamente si sono incontrati anche i genitori dei ragazzi, che hanno avuto modo di chiarire le tensioni sorte nei giorni scorsi.

L’appello del sindaco di Terzigno alla comunità educativa

La speranza del sindaco è che i due ragazzi possano adesso divenire un esempio per i coetanei. «Una delle cose che mi ha fatto più male di tutta questa vicenda è stato vedere il video del litigio e accorgermi che, mentre se le davano di santa ragione, nessuno è intervenuto per separarli. Anzi, si sentiva persino qualcuno incitarli. Questo non va bene» ha affermato Carillo che ha lanciato un appello all’intera comunità educativa: «Da episodi come questo dobbiamo imparare tutti qualcosa: ragazzi, famiglie, scuola e istituzioni». L’incontro si è concluso con una foto. «In questa foto c’è tutto il mio orgoglio di essere terzignese. Racconta la vera Terzigno, quella che conosco e che amo, fatta di persone perbene. Alla fine, anche da una brutta storia può venire fuori qualcosa di buono. E questa volta, forse, sono stati proprio loro due a ricordarcelo» ha dichiarato Carillo.