Valter Lavitola e gli interessi sulle terre rare: l’indagine sul ruolo di Ranucci

L’indagine sull’attentato a Sigfrido Ranucci a Campo Ascolano svolta sugli interessi di Valter Lavitola. E dopo i carbon credit ci sono le terre rare. Gli inquirenti stanno ricostruendo la galassia di società dell’imprenditore e del suo factotum Gomes Clesio Tavares. Il pm Edoardo De Santis ha puntato gli interessi di Lavitola in Africa. In particolare in Senegal e Mali.
Lavitola e le terre rare
Le terre rare sono 17 elementi chimici metallici presenti nella tavola periodica, fondamentali per la tecnologia moderna. Vengono così definite perché è molto raro trovare giacimenti concentrati e sfruttabili economicamente. Di solito sono dispersi nel terreno o mescolati ad altri minerali, rendendo l’estrazione difficile e costosa. Fare business nel ramo significa avere contatti con i governi in carica. E c’è il sospetto che le società nascondano interessi illeciti. Lavitola quando è stato arrestato era alla ricerca di nuovi investitori. E qui gli investigatori vogliono chiarificare il ruolo di Ranucci.
Ranucci e gli affari di Lavitola
L’amico giornalista si è dimostrato disponibile ad aiutare l’imprenditore. Con la trattativa sulle mura del Cefalù Bistrò e soprattutto con i soci dell’affare africano. L’ex conduttore di Report ha smentito interessi economici comuni. Nel perimetro investigativo finiscono anche i conti correnti del titolare del Cefalù con le difficoltà del caso (non tutti i paesi africani hanno accordi con le autorità italiane dunque anche lo scambio di informazioni potrebbe risultare complicato). Dopo l’audizione di Natalia Potenza i magistrati avrebbero forse abbastanza elementi per contestare a Lavitola l’intestazione fittizia di beni. Ma per adesso i fascicoli non riportano reati.
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I Pulcini
Intanto i carabinieri hanno ascoltato i costruttori Antonio e Daniele Pulcini, protagonisti di una sorta di intermediazione (poi fallita) fra la proprietaria delle mura del Cefalù e Lavitola. L’ipotesi di un affare che avrebbe coinvolto, di sponda, anche l’assessore capitolino Alessandro Onorato è sconfessata da quest’ultimo: «Mai conosciuto i Pulcini».

