Carburanti, il primo giorno del price-cap Eni: code alle pompe, prezzi in calo. Ma gli autotrasportatori fermano i porti in Sicilia – La diretta

Oggi è scattata l’introduzione dei tetti di prezzo alle pompe di benzina gestite da Eni. Il price cup, presto attivo anche per il marchio Ip, sta portando a traino i principali marchi petroliferi che con sconti offrono una prima boccata d’aria agli automobilisti. Secondo i dati ufficiali dell’Osservatorio sui prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), la benzina in modalità self-service sulla rete ordinaria si attesta su una media nazionale di 2,152 euro/litro, mentre il gasolio si posiziona a 2,369 euro/litro. Lungo le autostrade i listini medi segnano 2,214 euro/litro per la verde e 2,420 euro/litro per il diesel, registrando una flessione rispetto ai giorni precedenti.
La corsa alla pompa: a Napoli c’è già un tutto esaurito in una stazione, a Brescia code
Le ripercussioni pratiche non si sono fatte attendere. A Napoli si registra una vera e propria corsa ai distributori fin dalle prime luci dell’alba: nello storico impianto di via Cristoforo Colombo sono stati erogati oltre 2.000 litri di carburante in appena tre ore e mezza, costringendo il gestore ad affiggere il cartello “esaurito” in attesa delle autobotti di rifornimento. Situazione analoga a Brescia, dove si sono formate lunghe code di auto lungo le arterie cittadine di Viale Bornata e Via Turati per accedere alle colonnine Eni.
In Sicilia esplode la protesta: autotrasportatori pronti al fermo dal 16 ottobre
Di segno opposto è il clima che si respira nell’Isola, dove la tensione legata ai costi di trasporto è arrivata al punto di rottura. Dopo i sit-in degli agricoltori e i blocchi del traffico lungo la statale Palermo-Agrigento, la mobilitazione contro i rincari del gasolio – che nell’area ha toccato picchi compresi tra 2,20 e 2,40 euro al litro – si sta estendendo a macchia d’olio.
L’associazione Agrisat, per voce del leader Franco Calderone e del dirigente provinciale Salvatore Petrotto, denuncia il silenzio e la mancata convocazione da parte delle istituzioni regionali e nazionali: «A brevissimo bloccheremo tutto, non solo lo scorrimento veloce. Saremo compatti con i pescatori», promettono i promotori, rievocando i grandi blocchi del 2012.
Il colpo più duro alla filiera logistica arriva però dall’annuncio del Comitato autotrasportatori siciliani, che ha ufficializzato ben cinque giorni di stop: i mezzi rimarranno fermi nei piazzali dalle 00:01 di venerdì 16 ottobre alla mezzanotte di martedì 20 ottobre.
«Non ritireremo neanche i semirimorchi dai porti dell’Isola», ha spiegato il coordinatore Salvatore Bella, contestando il mancato rispetto degli impegni presi dal Ministero delle Infrastrutture e l’insostenibilità economica dei costi d’esercizio per le imprese di trasporto. Il rischio concreto è quello di una paralisi delle merci e delle catene di approvvigionamento su tutto il territorio siciliano nei prossimi mesi.
Codacons: «La concorrenza fa bene ai consumatori»
Piccoli segnali di discesa che il Codacons accoglie con favore: «Un segnale importante dopo settimane di continui rialzi, determinato dall’effetto Eni che sta spingendo anche gli altri marchi a tagliare i listini. La concorrenza fa bene ai consumatori ed è fondamentale sostenere ogni misura volta a contenere i prezzi», sottolinea l’associazione dei consumatori.

