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Scontro a Report, la redazione si spacca sul possibile reintegro di Ranucci: «Se torna lui, ce ne andiamo noi»

27 Settembre 2026 - 07:00 Alba Romano
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In vista del debutto della trasmissione previsto per l'8 novembre, il possibile ritorno di Ranucci spacca i giornalisti: «O lui, o noi». Attesa la decisione del Tribunale del lavoro
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Il «nuovo» Report sta per cominciare, ma la partita per il suo futuro è tutt’altro che chiusa. L’8 novembre è fissato il debutto, con Claudia di Pasquale e Daniele Piervincenzi alla conduzione, un nuovo studio e, forse, anche un logo rinnovato. Sul programma, però, resta l’incognita legata a Sigfrido Ranucci e alla decisione del Tribunale del lavoro. 

Ed è proprio l’eventualità di un suo reintegro ad alimentare le tensioni all’interno della redazione. Gli inviati e gli autori storici di Report hanno fatto sapere che, in caso di reintegro, alcuni di loro sarebbero pronti a lasciare il programma. «O lui o noi». È la frase che, in questi giorni, circola tra i corridoi. «Questione di opportunità e incompatibilità», spiegano al Corriere della Sera alcuni membri del gruppo. Il messaggio è netto: «Caro Sig, auguri e arrivederci». 

La spaccatura nella redazione di Report: «O Ranucci o noi»

Intanto, Ranucci continua a frequentare la sede Rai di via Teulada, al primo piano della palazzina ex Tg, dove si trova la sua stanza. La sua presenza in redazione, almeno due o tre volte alla settimana, non sarebbe però condivisa dalla squadra. Nella nuova chat di Report, dalla quale Ranucci è stato estromesso, il suo arrivo viene segnalato con un passaparola.

Quando si presenta in redazione, i nuovi co-conduttori, insieme ai co-autori Giulio Valesini e Bernardo Iovene, preferiscono incontrarsi in un’altra ala degli uffici. «Se c’è lui a volte discutiamo nei corridoi per non farci sentire», racconta un inviato al Corriere. Ranucci ha ancora 15 giorni per scegliere una diversa destinazione tra quelle prospettate: la corrispondenza dal Cairo, Rai News o Tg3.

La prima puntata di Report e i giornalisti vicini a Ranucci

Per la prima puntata, l’8 novembre, sarebbe previsto un editoriale destinato a spiegare ai telespettatori l’assenza di Ranucci, ma il contenuto potrebbe cambiare qualora il giudice dovesse decidere per il reintegro dell’ex conduttore. Nel frattempo la redazione valuta anche una bonifica degli ambienti. L’ipotesi nasce dal timore che possano esserci microspie negli uffici, piazzate non si sa da chi. Forse addirittura da Lavitola che per almeno due volte salì in redazione? Non si sa.

A rendere più complicato il quadro sono anche i rapporti tra i giornalisti rimasti nella squadra. Un gruppo considerato vicino a Ranucci sarebbe accusato dagli altri di continuare a riferire all’ex responsabile ciò che accade in redazione. Ranucci, a sua volta, farebbe arrivare segnalazioni e indicazioni che, secondo quanto riferito, non verrebbero prese in considerazione.

Il nodo giudiziario

Sul procedimento davanti al Tribunale del lavoro è intervenuto anche Maurizio Gasparri. Il senatore di Forza Italia ha espresso perplessità sulla giudice Donatella Casari, ricordando il suo ruolo nel Tribunale dei ministri per il caso Almasri e la richiesta di procedere nei confronti di Mantovano, Piantedosi e Nordio. Ma anche perché – scrive il Giornale – «salvò» l’ex premier Giuseppe Conte dalle accuse per la gestione della pandemia.

Qualunque sia la decisione, la vicenda potrebbe non chiudersi con il pronunciamento del giudice. In caso di reintegro, infatti, la Rai potrebbe opporsi. Resta inoltre pendente un provvedimento disciplinare dell’azienda nei confronti di Ranucci. Il punto, dunque, non riguarda soltanto la possibilità che Sigfrido torni a condurre Report. La decisione del Tribunale potrebbe infatti incidere anche sugli equilibri della redazione. 

Foto copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI | Ranucci arriva al tribunale del lavoro di Roma, 25 settembre 2026

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