Claudia Di Pasquale: «Fedele a Ranucci? No, a Report»

La nuova conduttrice di Report Claudia Di Pasquale dice che con Sigfrido Ranucci «ho sempre avuto un buon rapporto e ho lavorato 15 anni con la massima autonomia, ma io sono fedele a Report: alla sua squadra, a un’idea di giornalismo libero, indipendente e rigoroso». In un’intervista al Corriere della Sera l’inviata dal 2011 risponde così al commento dell’ex conduttore, che aveva detto che lei «gli è molto fedele». E dice che dopo la vicenda Lavitola (oggi le anticipazioni del memoriale della compagna dell’imprenditore chiamano di nuovo in causa Ranucci) «la nostra priorità è tutelare il programma, la sua storia e la sua squadra. E impedirne la normalizzazione».
Di Pasquale, Report e il caso Ranucci
Dopo il caso Ranucci-Lavitola Di Pasquale dice che «veniamo da una campagna martellante con l’intento di togliere autorevolezza a Report : non sarà facile, ma ne usciremo ancora più forti. Parleranno le nostre inchieste». Sui due, la conduttrice aggiunge: «Comprendo benissimo che quel rapporto possa avere sollevato dei dubbi, ma una certa campagna mirava a distruggere il programma. Lavitola non ha mai condizionato le nostre inchieste. E anticipo la sua domanda: io non l’ho mai conosciuto, non ho mai frequentato il suo ristorante e per me, che sono di Palermo, Cefalù è una amena cittadina dominata da un bellissimo Duomo».
Modello Gabanelli
La neoconduttrice dice che la trasmissione punterà di nuovo sulle grandi inchieste di sistema con interventi dallo studio più asciutti. Sul modello di Milena Gabanelli: «Esatto: ho iniziato con lei e per me resta un mostro sacro del giornalismo nonché un modello». E ancora «Noi non consentiremo mai che Report diventi Tele Meloni». L’altro co-conduttore Daniele Piervincenzi ha detto che il nuovo Report non avrà i personalismi del passato: «Concordo. Non sono una prima donna. Uso poco i social. Non ho mai coltivato l’ambizione di condurre la trasmissione e chi mi conosce sa che non ho alcuna vanità. Credo e spero che il mio nome abbia unito e non diviso. E a proposito di discontinuità: penso che sia un elemento interessante la nomina, per la prima volta, di due co-autori di esperienza e qualità come Bernardo Iovene e Giulio Valesini, inviati storici che avranno un ruolo fondamentale».
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Gli insulti bipartisan
Di Pasquale ricorda di aver ricevuto insulti bipartisan: «D’Alema mi disse che facevo domande cretine, La Russa mi chiese se fossi stupida. Lo avrebbero mai fatto con un uomo?». Dice che ha sentito Ranucci l’ultima volta «Da poco. Abbiamo parlato di una bega giudiziaria legata a una vecchia inchiesta». E sulla sua candidatur con il Campo largo «non glielo consiglio: non conosco le sue ambizioni, ma io da giornalista non mi candiderei».

