Come sta Di Battista, l’ansia degli amici dopo l’operazione a Cuba: «Ora serviranno settimane»

Il riserbo, la preoccupazione e, insieme, la speranza. Sono queste le sensazioni che accompagnano le ore successive all’operazione di Alessandro Di Battista a Cuba, arrivata proprio mentre si attendeva il suo rientro in Italia. Una notizia che ha colto di sorpresa familiari, amici ed ex colleghi, aprendo un lungo susseguirsi di interrogativi: «Che cosa è successo?», «Come sta?», «L’intervento è riuscito?». Domande alle quali, per il momento, si preferisce non dare risposte affrettate. Accanto all’ex deputato, nelle ore più delicate, c’è la compagna Sahra Lahouasnia. Amici e familiari restano in costante contatto, ma il clima è improntato alla massima discrezione. Dal suo entourage fanno sapere che l’obiettivo è fargli arrivare tutta la vicinanza e l’affetto possibile. Intanto, tra le persone a lui più vicine, si ragiona anche su come poter offrire un sostegno concreto: dall’eventualità di raggiungerlo a Cuba per assisterlo da vicino, fino all’organizzazione di un eventuale supporto sul fronte medico.
«Serviranno settimane e molta pazienza»
L’aeroambulanza, arrivata alle Bahamas, sarebbe dovuta giungere a L’Avana per prendere Di Battista a bordo e atterrare a Roma dove i medici del Policlinico Gemelli lo attendevano per le 16 di ieri, per sottoporlo a un nuovo intervento chirurgico prima di iniziare la terapia. Poi, nella notte, le condizioni di Di Battista, già molto gravi, sono ulteriormente peggiorate e i medici dell’Hermanos Ameijeiras, l’ospedale cubano dove è ricoverato, hanno deciso di intervenire immediatamente. E ora il decorso, viene spiegato, potrebbe essere lungo. «Serviranno settimane e molta pazienza», è il commento che circola nelle ore successive all’intervento.
Come sta Di Battista
Anche Schierarsi, l’associazione civile-politica alla quale Di Battista si è dedicato negli ultimi anni, mantiene una linea di assoluta prudenza. «Chiediamo prudenza e discrezione», si legge nel messaggio postato su Instagram. Le poche informazioni che filtrano descrivono una situazione complessa. «L’iter non è andato come era stato programmato, ma senza dubbio sono state fatte le scelte migliori per la sua salute», spiega una fonte al Corriere.
L’operazione a Cuba
Nel pomeriggio di sabato arrivano comunque segnali più rassicuranti sull’esito dell’intervento, anche se il livello di attenzione resta molto alto. Chi è in contatto con la famiglia continua a invitare alla cautela: «Aspettiamo a parlare solo quando potremo avere notizie dirette. In queste fasi, dopo un’operazione comunque urgente, dire qualsiasi cosa sarebbe inopportuno e fuorviante». La parola d’ordine, dunque, resta attesa. «Bisogna attendere, ma io voglio essere fiducioso», racconta un ex collega di partito al quotidiano. Nessuno si azzarda a fare previsioni sul decorso, ma la speranza condivisa è che le condizioni di Di Battista possano migliorare e che, quando i medici lo riterranno possibile, possa rientrare in Italia per proseguire le cure.
Nel frattempo, non mancano i ringraziamenti rivolti ai medici che lo hanno assistito a Cuba, ai quali viene riconosciuto il lavoro svolto in una fase particolarmente delicata. Resta sullo sfondo, infine, anche la polemica politica dei giorni precedenti. Alcuni tra coloro che conoscono Di Battista non hanno dimenticato le discussioni nate attorno alle sue condizioni di salute e alle indiscrezioni relative a un presunto volo di Stato. «Abbiamo visto tutti come è andata», osserva una fonte, criticando le «speculazioni su una malattia» e le ricostruzioni legate a un volo di Stato che, viene sottolineato, «non c’è mai stato». Per ora, però, la politica resta fuori dalla porta. La priorità è una sola: la salute di Alessandro Di Battista. E, attorno a lui, familiari, amici ed ex compagni di percorso scelgono di affidarsi alla discrezione, alla fiducia nei medici e alla speranza che il decorso possa procedere nel migliore dei modi.

