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Segregata per anni dal marito in Egitto, atterra a Palermo e si salva: l’uomo è stato arrestato in aeroporto

05 Settembre 2026 - 20:42 Bruno Gaetani
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La donna, originaria di Ragusa, ha denunciato violenze e abusi da parte dell'uomo. Ora si trova in una casa protetta
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Aveva deciso di scappare dall’Egitto dopo anni di violenze e soprusi da parte del marito. Così, si è procurata un telefono e, sfruttando le reti wi-fi pubbliche, ha contattato una zia che vive in Francia per chiederle aiuto. È così che una donna di ragusa, sposata con un uomo egiziano, è riuscita a salvarsi. Dopo l’allerta lanciata dalla zia, la polizia attendeva la ragazza all’aeroporto di Palermo, nella notte tra il 29 e il 30 agosto scorsi. La donna, per farsi riconoscere, ha fatto il segno convenzionale di richiesta di aiuto: le quattro dita di una mano chiuse. A quel punto, gli agenti l’hanno subito riconosciuta e hanno denunciato l’uomo per maltrattamenti in famiglia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’indagine della Procura di Palermo

La donna è stata condotta in una casa protetta, mentre l’uomo sarebbe rimasto in Sicilia cercando di rintracciare la moglie per riportarla in Egitto. Per un breve periodo, marito e moglie avevano vissuto tra Palermo e Ragusa. Dopodiché, si erano trasferiti in Egitto, dove la donna avrebbe subito sevizie e violenze. L’uomo ha negato ogni accusa, ma le visite effettuate del medico dello scalo e dei colleghi del Policlinico di Palermo avrebbero fatto emergere i segni delle violenze.

Botte e abusi sessuali per quasi 10 anni

La vittima è stata ascoltata dagli inquirenti, coordinati dal procuratore di Palermo Maurizio de Lucia, in un ambiente protetto e alla presenza di una psicologa. Dopodiché, è stata portata in una struttura protetta. Ai pm la donna ha raccontato di essersi sposata più di dieci anni fa e di essere andata a vivere al Cairo, dove è cominciato il suo incubo. Secondo i suoi racconti, il marito l’avrebbe picchiata per ogni errore commesso. In più, le era stato vietato l’uso del telefono, era costretta a uscire solo con il marito, non poteva lavorare, non aveva denaro e veniva costretta a rapporti sessuali anche contro la sua volontà. Tutte queste violenze sarebbero cominciate nel 2017.

La richiesta di aiuto alla zia e il viaggio verso Palermo

A convincerla a scappare è stata la decisione del marito di cederla in moglie a un altro uomo in cambio di denaro. La donna si è procurata un telefono e ha chiesto aiuto di nascosto a una zia che vive in Francia, utilizzando reti wi-fi pubbliche o gratuite perché non aveva i soldi per comprare le ricariche della sim. A quel punto, la zia ha contattato la polizia che – coordinata dalla Procura di Palermo – ha fatto scattare l’operazione all’aeroporto Falcone Borsellino. Gli agenti della Polaria avevano i nominativi della coppia ed è stato il gesto della donna a fare scattare il loro intervento.

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