La compagna di Valter Lavitola: «Lui e Ranucci come il Gatto e la Volpe»

Natalia Potenza dice che Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola «sono come il gatto e la volpe». E dice che c’è una mail che svela il ruolo dell’ex conduttore di Report in una trattativa per la compravendita dell’immobile che ospita il ristorante Cefalù Bistrò. In un memoriale che l’ex compagna dell’imprenditore vuole consegnare ai magistrati ci sono anche i collegamenti con il business del carbon credit e, scrive oggi Il Giornale, l’accusa più grave. Ovvero che Ranucci aiutava Lavitola nelle faccende private «utilizzando Report come strumento».
Chi è Natalia Potenza
Natalia Potenza, 40 anni, è italo-argentina. Ha avuto due figli da Lavitola ma ha fatto sapere ai magistrati che non vuole accogliere il suo compagno a casa in caso di concessione degli arresti domiciliari. E ai giudici ha detto che non vuole nemmeno che Valterino lavori nel «suo» ristorante (è amministratrice della società) in caso di affidamento ai servizi sociali per le vecchie condanne da scontare. Il Corriere della Sera riporta le confidenze di Potenza a Fulvio Abbate, scrittore e frequentatore del Cefalù Bistrò. «Ma ti rendi conto, Fulvio? É come se avessi avuto accanto per quasi dieci anni uno sconosciuto. Mi sento molto ferita, per questo ho detto che non voglio che Valter entri più in questa casa, non voglio più saperne di lui, anche se gli danno i domiciliari. Non voglio vederlo neppure più al bistrot, anzi quasi quasi gli cambio nome. Il nostro rapporto è chiuso, troppo grande è la delusione».
La compagna di Valter e l’amicizia con Ranucci
Potenza dice ad Abbate che vuole anche cambiare nome alla pescheria: «Ormai Cefalù è diventato un brand, pensaci bene Natàlia». La rottura con Valter è datata fine agosto. Quando Giacomo Amadori su Libero ha pubblicato un’intervista all’estetista brasiliana Adriana Linhares, che si dichiarò «la vera compagna» e la «fidanzata ufficiale» del faccendiere. «É stato come essere colpita due volte da un meteorite. La prima volta quando ho scoperto che lui era stato il mandante della bomba a Ranucci. E la seconda quando ho letto le parole di questa signora, questa testa di legno, che ha raccontato solo menzogne secondo me, tanto che ora mi chiedo: chi la manda, chi l’ha mandata?», dice Natalia.
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La bomba
«Ma io non sapevo nulla della bomba a Ranucci. Il giornalista veniva a cena spesso da noi al bistrot, con Valter aveva un rapporto costante, io però con loro mi annoiavo, parlavano sempre, senza coinvolgermi, così a un certo punto ho smesso di sedermi al loro tavolo». Linhares nell’intervista ha detto che «Valter viveva con la madre dei suoi figli, ma erano separati in casa. Lui ha avuto due ragazzi con questa donna e basta. Ma lei non è sua moglie. Non sono sposati». Poi risponde: «Io ho conosciuto Valter quando lui era latitante a Buenos Aires e mi sono innamorata subito di lui, ho pure venduto due case laggiù per aiutarlo. A lui piace sedurre, lo so, ma io non l’ho mai controllato, perché avevo fiducia. E l’ho accudito come fosse un figlio, il mio terzo bambino, con tutti i suoi capricci, come la cuccia che ha voluto mettere per forza sul balcone perché lui ama la caccia, i safari. Anche se il cane non è mai arrivato».
Il memoriale
Non è mai andata in carcere a trovare Valter. «Per proteggere i nostri figli, soprattutto», spiega. Adesso vuole mandare avanti il locale da sola. Intanto prepara il memoriale che vuole consegnare ai magistrati. «Io non l’ho visto», chiosa lo scrittore di Teledurruti. «Io non so nulla della bomba. Voglio solo difendere la mia rispettabilità e dimostrare ai pm la mia estraneità a tutti gli impicci di Valter», gli ha detto spesso Natalia. Con il suo avvocato Giuseppe Cavallaro avrebbe scritto, fa sapere oggi Il Giornale, che «tra Ranucci e Lavitola c’è un tipo di legame forte, come il gatto e la volpe». Una fonte dice che «Natalia conosce vita, morte e miracoli. Parlerà di tutto con i magistrati e non ha intenzione di sottrarsi, nemmeno dopo le lettere che Valter le ha mandato dal carcere».
Ranucci e Lavitola, il gatto e la volpe
Secondo Potenza il conduttore «non è esente da colpe» e gli elementi in suo possesso dimostrerebbero il suo coinvolgimento nella vicenda africana, quella dei presunti investimenti di Lavitola con il factotum Clesio Gomes Tavares sui carbon credit. E che Ranucci aiutava Valter «utilizzando Report come strumento». Poi c’è la trattativa per l’acquisto dell’immobile del Cefalù Bistrò. Dove Ranucci avrebbe fatto da mediatore tra Lavitola e l’imprenditore Pulcini, proprietario delle mura.
L’imprenditore Pulcini
Ma secondo la donna «Ranucci non sarebbe stato un semplice mediatore ma avrebbe avuto un ruolo molto più attivo proprio nei confronti dell’imprenditore Pulcini». E lo proverebbe una mail che l’imprenditore Pulcini invia nel 2024 a Lavitola, subito dopo il pranzo avuto con Ranucci, con le condizioni economiche per chiudere l’accordo.

