Ranucci è pentito di aver frequentato Lavitola. L’ammissione: «Ma non solo lui…»

«Pentito di avere frequentato Walter Lavitola? Sì. Ma non soltanto lui, una serie di persone… Diciamo che dopo quello che è successo ho cambiato il mio concetto di amicizia». Queste le parole del giornalista ed ex conduttore di Report Sigfrido Ranucci sabato sera a Turi. Dal palco dell’Oscar del libro ha parlato del progetto politico «per togliermi la conduzione di Report proprio nell’anno delle elezioni». Repubblica ricostruisce la serata dell’ex conduttore che, come sempre, si è tolto qualche sassolino dalla scarpa.
«I miei figli, però, mi spingono a non mollare e ad andare avanti per la mia strada»
A incalzare Sigfrido Ranucci sul suo legame con il faccendiere arrestato come mandante dell’attentato dinamitardo dell’ottobre 2025 è Giuseppe De Tomaso. Il sindaco di Turi ed ex direttore della Gazzetta del Mezzogiorno gli offre così l’assist per raccontare l’impatto di questa vicenda sulla sua vita privata: «Mia figlia non dorme dal 16 ottobre scorso; ogni mattina legge i giornali per capire quale sarà la prossima mossa della macchina del fango. I miei figli, però, mi spingono a non mollare e ad andare avanti per la mia strada».
Ranucci non nasconde che sia ormai uno scontro aperto: «Entro pochi mesi il quadro e il progetto reale saranno ben chiari a tutti». Un sentimento condiviso anche dal folto pubblico presente. Molti hanno portato da casa una copia del suo libro, Il ritorno della casta, altri hanno fatto la fila per acquistarlo, chiedere una dedica per i figli o scattare un selfie. E il giornalista si è concesso generosamente, protetto dalla scorta: «Tutto questo affetto andrà spiegato a chi cerca di distruggermi. Pensavo che non ci sarebbe stato nessuno, invece eccovi qui. Le richieste per le presentazioni e per lo spettacolo teatrale sono decuplicate».
L’affetto della piazza — la stessa su cui si affaccia il carcere che ospitò Sandro Pertini e Antonio Gramsci — si è tradotto in una calca di persone costrette a stare in piedi, tra abbracci, strette di mano e cori d’incoraggiamento: «Resisti», «Torna presto», «Siamo tutti con te».

