Ranucci, la Rai prepara il licenziamento. La foto del figlio di Lavitola con un occhio nero

La Rai prepara il licenziamento di Sigfrido Ranucci. Mentre il conduttore presentava ricorso contro la sua rimozione da Report l’azienda gli notificava l’avvio di un procedimento disciplinare. Che potrebbe concludersi con il suo addio forzato all’azienda. Nel ricorso, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, si contesta la decisione ritenuta discriminatoria e immotivata. Il giudice su questo deciderà entro 10 giorni. Intanto emergono dettagli sulla questione del figlio minore di Valter Lavitola e della figlia di Ranucci che si sarebbe interessata della sua salute. E la ricostruzione cambia le carte in tavola.
Il licenziamento di Ranucci
La Rai tecnicamente può procedere autonomamente nella ricollocazione di Ranucci. La cui «professionalità comprende in modo inscindibile la responsabilità autoriale di un programma d’inchiesta di primaria rilevanza, la conduzione televisiva stabile, la visibilità e il rapporto diretto con il pubblico. Le posizioni prospettate dalla Rai non conservano simultaneamente tali componenti qualificanti», secondo il ricorso. La risposta della Rai è tutta nel procedimento disciplinare in cui Ranucci si dovrà difendere mentre chiede il reintegro a Report per via giudiziaria.
La prova
Ma neppure in questo procedimento, spiega Il Fatto, è presente la prova che Lavitola abbia interferito con il lavoro giornalistico di Report. Intanto il 17 settembre il caso Ranucci approderà in consiglio di amministrazione. I consiglieri Alessandro di Majo, Roberto Natale e Davide Di Pietro chiederanno conto all’ad Giampaolo Rossi della gestione del caso che rischia di esporre l’azienda a una maxi richiesta di risarcimento danni.
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Il figlio di Lavitola e la figlia di Ranucci
Nel frattempo Libero parla della denuncia per maltrattamenti in famiglia della compagna di Lavitola Natalia Potenza. Si parla del figlio più grande della coppia e si sostiene che sia affetto da autismo. Nel fascicolo della pm Valentina Bifulco ci sono due foto. Una mostra il piccolo (9 anni) con un occhio pesto e una benda sul viso. Un’altra lo ritrae con l’orbita oculare sinistra tumefatta come quella di un pugile in miniatura. Il ragazzino sarebbe stato medicato al Bambino Gesù e in Procura sarebbe stata convocata anche la dottoressa che ha seguito il caso. E testimoni come la tata albanese dei figli e la moglie dell’aiuto cuoco del Cefalù Bistrò. Oltre a un’amica di Natalia e al responsabile della pescheria Carmine Palestrini.
I soldi contati
Secondo il quotidiano Palestrini ha raccontato che Lavitola lasciava l’ex compagna con i soldi contati. Le avrebbe anche impedito di uscire a cena con le amiche. A causa di una presunta gelosia patologica di Lavitola. «Io non posso parlare con nessuno e sinceramente io non ho neanche voglia di farlo. Io sono un semplice lavoratore e lavoro per mantenere la mia famiglia», ha detto Palestrini a Libero. Infine c’è la questione del presunto disturbo del neurosviluppo del bambino. La figlia di Ranucci è «specializzata in psicoterapia sensomotoria».
Nessuna visita
Secondo Potenza la figlia di Ranucci non ha mai visitato il bambino. Ranucci ha detto che ci sono messaggi scambiati che dimostrano l’interessamento della ragazza. «Che triste tutto. Si può impedire a Ranucci di parlare di mio figlio che è anche un minore?», ha detto Potenza al suo avvocato Giuseppe Cavallaro. Una psicologa non può dare consigli senza colloqui clinici e consenso informato dei genitori, è il senso del ragionamento.

