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iPhone 18 Pro: dalla fotocamera con un vero diaframma al nuovo chip, tutto quello che c’è da sapere (compreso il prezzo) – La recensione

02 Ottobre 2026 - 10:39 Riccardo Lichene
iPhone18 Pro
Le novità in arrivo con l’iPhone 18 Pro sono rilevanti ma non rivoluzionarie: le abbiamo analizzate per capire a chi conviene fare l’upgrade e a chi no
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L’iPhone 18 Pro è ciò a cui Apple ha abituato i suoi clienti da anni. Lo schermo è ottimo, la batteria dura, la fotocamera scatta bene e non c’è una app a utilizzo frequente che possa mettere in difficoltà il nuovo chip A20 pro. Valutando il nuovo iPhone 18 Pro, quindi, la domanda da porsi non è se sia un buon telefono, ma a chi convenga l’upgrade e se il prezzo richiesto sia proporzionato all’offerta. Lo spettro dell’iPhone Duo aleggia prepotentemente sul 18 Pro, perché è lì che sono stati concentrati i cambiamenti esteriori più evidenti, doppio schermo pieghevole in primis. I punti di forza del 18 Pro, infatti, sono tutti sotto il cofano e saranno evidenti soprattutto a quelli che il mercato chiama “power user”, cioè chi usa tanto il telefono (per i motivi più diversi). 

L’iPhone 18 Pro da fuori

Facciamo una premessa. Chi usa “l’ultimo iPhone” come status symbol avrà alcuni problemi con il modello di quest’anno: fatta eccezione per i nuovi colori, è visivamente identico al modello dell’anno scorso. Chi ha un occhio di falco potrebbe accorgersi che la Dynamic Island (la sezione nera intorno alla fotocamera frontale) è più piccola, ma cambia davvero poco in termini di estetica. Per farsi vedere è meglio aspettare iPhone Duo. Lo stesso discorso vale per la maneggevolezza: anche se Tim Cook ha lasciato il timone, il suo modo di fare e percepire un iPhone è ancora evidente in questo modello e continua a funzionare egregiamente. Avendo avuto a disposizione per la recensione un modello Max, il più grande per schermo e batteria, è doveroso fare una precisazione: l’autonomia maggiorata e il display più spazioso fanno molto piacere, ma l’ergonomia nell’utilizzo a una mano viene molto compromessa.

Dentro l’iPhone 18 Pro

Prima di parlare del nuovo chip dell’iPhone 18 Pro, è importante sottolineare un paio di cambiamenti, a livello di utilizzo giornaliero, che fanno la differenza non solo rispetto al modello precedente, ma rispetto a molte iterazioni precedenti: la durata della batteria e la gestione del calore. Non è un segreto che gli iPhone tendano a scaldarsi molto quando sono sotto pressione. L’iPhone 18 Pro è il modello che negli ultimi anni ha gestito al meglio la temperatura, e il merito va alla nuova camera di vapore (introdotta per la prima volta lo scorso anno) e al nuovo schema di posizionamento dei componenti. Non importa il carico di lavoro (gioco, navigazione prolungata o streaming), l’iPhone 18 Pro non diventa così caldo da non riuscire a tenerlo in mano come capitava ai modelli dal 13 al 16. Anche quando è stato stressato mentre era sotto carica, il telefono è rimasto sempre utilizzabile. Soprattutto con le estati sempre più calde, chi tiene tanto in mano il telefono per lavoro, gioco o utilizzo dei social noterà una differenza netta rispetto ai modelli precedenti al 17. Il chip al cuore di questo iPhone, invece, è un passo avanti tecnico in fatto di architettura (che ora è a 2 nanometri) e di struttura: c’è più potenza di calcolo per l’intelligenza artificiale on device, cosa che non è immediatamente percepibile in fatto di funzionalità, ma vista la direzione di iOS è molto probabile che servirà in futuro.

Una fotocamera più precisa

Oltre all’architettura a 2 nm, la grande novità tecnica dell’iPhone 18 Pro è una fotocamera con un vero diaframma, cioè quelle lamelle che, nelle reflex, dettano la quantità di luce che può colpire il sensore. La verità è che questo hardware non verrà materialmente utilizzato dalla maggior parte degli utenti, ma la sua presenza garantisce fotografie di qualità maggiore e apre una piccolissima porta a chi volesse interessarsi di fotografia. A livello di fotocamere, il terzetto è lo stesso con sensori da 48 MP dell’iPhone 17 Pro, con la stessa fotocamera anteriore da 18 MP a completare il pacchetto. Ci sono un po’ di novità a livello di software per dare agli scatti un look più “da pellicola”, ma anche qui non si tratta di funzionalità che da sole sarebbero in grado di convincere un possibile acquirente.

A chi serve e a chi no

L’iPhone 18 Pro parte da 1.489 euro con 256 GB di memoria e la versione Max parte da 1.639 euro con lo stesso spazio di archiviazione. Chi ha un iPhone 17 Pro non troverà in questo dispositivo migliorie percepibili, a meno che non sia un utilizzatore estremo che vuole più potenza di calcolo per l’IA futura di Apple e una migliore gestione della temperatura. I cambiamenti percepibili in termini di maneggevolezza e potenza di calcolo iniziano ad arrivare dal passaggio tra iPhone 15 e 16, e sono davvero evidenti solo per chi ha un modello ancora precedente. Nell’utilizzo di tutti i giorni a lasciare il segno sono la fotocamera, la durata della batteria (sensibilmente migliore grazie a una serie di nuovi componenti interni), e soprattutto la gestione della temperatura.

Se siete il tipo di utente che vuole tenersi un telefono per più di cinque anni e il vostro vecchio dispositivo inizia a mostrare segni di cedimento, allora l’iPhone 18 Pro è quel telefono che potrà accompagnarvi comodamente per il prossimo lustro sia sul fronte dell’usabilità sia su quello dell’hardware. Chi arriva dal mondo Android e sta pensando di passare al “giardino recintato” (il famoso walled garden“) di Apple, troverà nell’iPhone 18 l’espressione più raffinata dello smartphone Made in Cupertino. Quando si va a guardare il prezzo, però, è difficile fare comparazioni: Apple chiede da sempre una gabella sostanziosa all’ingresso del suo giardino, e non c’è nessuno che ha un approccio così concreto alla tutela della privacy come la mela, ma il valore economico di questo ecosistema resta ancora difficilissimo da quantificare.

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