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A Piacenza via la carne di maiale dalle mense scolastiche. Il centrodestra: «Così cancellano le nostre tradizioni». La replica del Comune

05 Ottobre 2026 - 18:49 Costanza Saporito
Refettorio scolastico
Dal 20 ottobre non sarà più nel menù delle scuole. Protestano FdI, Lega e Futuro Nazionale. La sindaca: «La religione non c'entra»
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Un video per rispondere alle polemiche. La sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, ha pubblicato sul suo profilo Instagram un filmato in cui festeggia mangiando un panino con la coppa. La scelta di eliminare dal 20 ottobre coppa, lonza e prosciutto cotto dai menù delle mense scolastiche di Piacenza e di altri Comuni della provincia aveva scatenato le proteste di Fratelli d’Italia, Lega e Futuro Nazionale. «Si dice che il maiale sia stato tolto dalle mense per una islamizzazione. Ovviamente non c’entro nulla: non sono io a decidere il menù. La scelta spetta ai nutrizionisti e alle commissioni, dove sono presenti anche i genitori», ha spiegato Tarasconi, definendo le polemiche «montate ad arte, ad hoc, per attaccarmi».

La nota dello staff della sindaca

Anche lo staff della prima cittadina ha diffuso una nota in cui Tarasconi torna sul caso: «Trovo francamente ridicolo montare un caso sulla presunta ‘islamizzazione’ dei bambini di Piacenza: è un’operazione di click-baiting social di basso livello, costruita su informazioni false e su una ricostruzione pretestuosa di come vengono definiti i menù delle mense scolastiche. Non sono la sindaca o la Giunta a decidere quali alimenti inserire o togliere. I menù vengono elaborati dai dietisti e dai medici dell’Ausl sulla base di criteri nutrizionali e delle linee guida vigenti… Nel caso specifico, per la coppa sono state raccolte anche segnalazioni relative alla difficoltà di somministrazione ai bambini più piccoli e al rischio di soffocamento; la lonza risultava invece scarsamente gradita e veniva lasciata nei piatti da moltissimi bambini; il prosciutto cotto rientra nella normale rotazione degli alimenti… Sono valutazioni che competono a chi si occupa professionalmente di nutrizione e ristorazione scolastica, non alla politica. La religione non c’entra nulla… Trasformare una valutazione tecnica sull’alimentazione scolastica in una battaglia identitaria significa semplicemente cercare una polemica dove non c’è», si legge nel comunicato.

Tarasconi ha poi precisato quanto il Comune riconosca il valore dei prodotti tipici: «Nessuno vuole mettere in discussione la Coppa piacentina, né tantomeno il valore dei nostri prodotti tipici. Questa Amministrazione li sostiene e li promuove continuamente, dal Premio Coppa d’Oro fino al recente progetto del Panino 1714 con Coppa piacentina lanciato da Autogrill. Una cosa è valorizzare uno dei prodotti simbolo della nostra terra, cosa che continueremo a fare con convinzione; un’altra è trasformare una valutazione tecnica su un menù scolastico in una guerra di religione. Lasciamo almeno l’alimentazione dei bambini fuori dalla propaganda politica».

Il caso sollevato dalla capogruppo FdI in Consiglio comunale

Il caso, come riportato da Il Piacenza, era stato sollevato da Sara Soresi, capogruppo FdI in Consiglio comunale: «Dal menù della mensa scolastica, dal 20 ottobre, sparisce la carne di maiale: coppa, lonza, prosciutto cotto, presenti nel menù autunno-inverno dello scorso anno, nel nuovo menù non ci sono più. Non mi si dica che è una scelta dettata da esigenze nutrizionali così come Ausl e Comune avevano cercato di giustificare quando, due anni fa, è scoppiato un caso del tutto analogo nella vicina Lodi: se si trattasse di una semplice questione nutrizionale, sarebbe difficile spiegare la cancellazione proprio e soltanto della carne di maiale». Per Soresi «tassello dopo tassello, stiamo svendendo le nostre tradizioni per adeguarci a quelle di chi arriva da altri Paesi». E ancora: «È davvero triste pensare come, nel nome dell’inclusione, stiamo cancellando, un pezzo alla volta, ciò che siamo».

L’intervento della Lega

Poco dopo era intervenuta anche la Lega, invocando chiarimenti pubblici ad Ausl e all’amministrazione comunale: «Una scelta che riteniamo inaccettabile: noi non crediamo alle coincidenze… Difendere la nostra tavola significa difendere la nostra identità». In particolare la senatrice piacentina della Lega Elena Murelli si era inserita nel dibattito accusando l’amministrazione comunale di non tutelare il patrimonio culinario nostrano: «L’inclusione deve aggiungere possibilità, non eliminarle. La scuola deve insegnare il rispetto delle differenze, non trasformarlo nella rinuncia alle nostre tradizioni».