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Il Parlamento Ue chiede una svolta sulla Cina: «Relazioni commerciali a un punto critico». M5s e Vannacci votano contro la risoluzione

07 Ottobre 2026 - 17:30 Gianluca Brambilla
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Alla vigilia della missione del commissario Sefcovic a Pechino, gli eurodeputati chiedono misure più incisive alla Commissione europea. E intanto Bruxelles prepara una stretta sull'import di auto
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Le relazioni dell’Unione europea con la Cina «hanno raggiunto un punto critico». Di conseguenza, «serve una politica europea più forte, che sia in grado di tutelare gli interessi dell’Unione». È con queste parole che il Parlamento europeo chiede all’esecutivo di Ursula von der Leyen una svolta nelle relazioni diplomatiche e commerciali con Pechino. Oggi gli eurodeputati hanno approvato una risoluzione a larghissima maggioranza – 454 voti a favore, 86 contrari, 110 astenuti – che descrive la Cina come «un facilitatore della guerra di aggressione in Ucraina» e accusa il Paese di Xi Jinping di mettere in atto «pratiche commerciali sleali, come il dumping e lo spionaggio».

Un deficit commerciale da un miliardo al giorno

La risoluzione approvata a Strasburgo funge anche da mandato politico per Maroš Šefčovič, commissario europeo per il Commercio, che giovedì 8 ottobre incontrerà il suo omologo cinese Wang Wentao. Al centro dei negoziati tra Bruxelles e Pechino, iniziati lo scorso giugno, c’è soprattutto il crescente deficit commerciale dell’Ue con la Cina, che ammonta a circa un miliardo di euro al giorno. Per colmare questo gap ci sono tre soluzioni: diminuire le importazioni dalla Cina, aumentare le esportazioni per l’Ue oppure un mix di entrambe le opzioni.

Cosa dice la risoluzione del Parlamento Ue

I leader europei chiedono da tempo misure incisive per fermare l’ondata di importazioni cinesi sul mercato unico del Vecchio Continente. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in particolare, hanno proposto di dotare la Commissione europea di poteri più ampi per agire più rapidamente contro le minacce commerciali. Al pressing dei capi di governo si somma ora quello del Parlamento europeo, che nella risoluzione approvata oggi chiede interventi urgenti «per contrastare l’uso strumentale dell’eccessiva dipendenza economica con la Cina», attuando «una strategia incentrata su materie prime critiche, i medicinali, le batterie, i veicoli elettrici».

In merito alla guerra in Ucraina, gli eurodeputati sostengono che «l’Ue dovrebbe coordinarsi con gli Stati Uniti, i membri del G7 e altri partner che condividono gli stessi princìpi» per «incoraggiare la Cina a usare la propria influenza sulla Russia per contribuire a porre fine alla guerra». Ancora, l’Aula sostiene che Pechino sia «direttamente coinvolta nello sviluppo della produzione di munizioni in Bielorussia, rafforzando ulteriormente la capacità bellica di Mosca».

Centrodestra compatto per il sì, M5s e Vannacci votano no

I partiti che sostengono il governo di Giorgia Meloni – Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega – hanno votato compatti a favore della risoluzione sui rapporti tra Unione europea e Cina. Anche le liberali Elisabetta Gualmini e Pina Picierno hanno dato il proprio sostegno, così come l’esponente dem Irene Tinagli. Il resto della delegazione europeo del Pd ha deciso di astenersi, così come gli eurodeputati dei Verdi. Movimento 5 stelle e di Futuro Nazionale, invece, hanno votato contro al testo. «La risoluzione votata al Parlamento europeo sui rapporti fra Ue e Cina getta benzina sul fuoco nei rapporti diplomatici e commerciali. Il dialogo con la Cina si deve basare sul reciproco rispetto senza isterie e arroganza neocoloniale», dichiara l’eurodeputato del M5s Danilo Della Valle, spiegando il suo voto contrario alla risoluzione.

L’Ue prepara limiti all’import di auto cinesi

Alla vigilia della missione di Sefcovic a Pechino, la Commissione europea comincia a muoversi. Secondo Bloomberg, Bruxelles sta preparando una serie di «misure di salvaguardia» che «limiterebbero le importazioni di veicoli ibridi cinesi nel blocco». Secondo le fonti citate dall’agenzia, l’esecutivo europeo intende utilizzare i veicoli ibridi come caso pilota che, qualora avesse esito positivo, potrebbe essere replicato in altri settori in cui l’Unione rileva squilibri commerciali con Pechino. Le misure, una volta entrate in vigore, si sommerebbero ai dazi già in vigore sulle auto elettriche importate dalla Cina.

Foto copertina: EPA/Olivier Matthys

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