Il più grande furto di vino in Italia: alla cantina Marchesi Antinori rubate 30mila bottiglie pregiate per un totale di 5 milioni di euro
Le cantine italiane tornano nel mirino dei ladri. Dopo il furto nell’azienda Conterno Fantino a Monforte d’Alba lo scorso settembre, ora è stata colpita la Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, dove sono state rubate 30 mila bottiglie per un totale di 5 milioni di euro.
Cos’è successo alla Marchesi Antinori
Marchesi Antinori è un’azienda storica fiorentina, fondata nel 1385 e portata avanti da 26 generazioni, ora presieduta da Albiera Antinori. Nella notte di domenica 4 ottobre è stata il bersaglio di un furto organizzato da sette ladri, che hanno disattivato allarmi e telecamere per entrare nella cantina senza essere visti o sentiti. Una volta messo fuori gioco l’impianto, la banda ha usato i muletti aziendali per spostare circa 30 mila bottiglie di vino, tutte dell’annata 2023, le ha poste nei due camion introdotti nell’azienda e poi è fuggita. Sulla vicenda stanno indagando carabinieri e polizia, ma restano ancora sconosciute l’identità del gruppo e la destinazione finale del carico.
Portati via vini pregiati come Solaia e Tignanello
Secondo l’amministratore delegato Renzo Cotarella «un furto di una tale entità e di un tale valore non si è mai verificato in Italia», come riporta il Corriere della Sera. Il totale ammonta a 5 milioni di euro e nel bottino rientrano vini pregiati come Tignanello, Guado al Tasso e Solaia, venduti tra i 120 e i 300 euro a bottiglia. Secondo gli inquisitori, il carico potrebbe essere dato a collezionisti o a proprietari locali. Proprio per questo l’azienda ha già avvisati i suoi clienti «di fare attenzione a offerte fuori dai canali ufficiali» per non finire nel reato di ricettazione con l’acquisto delle bottiglie rubate.
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La polizza anti ladri non copre il furto
Nonostante le telecamere della Marchesi Antinori siano state messe fuori uso, l’ad Cotarella si dice fiducioso negli impianti di tutta la regione. «Due camion pieni di merce non possono sparire nel nulla. – commenta – Le strade toscane sono piene di telecamere. Magari con un po’ di fortuna riusciremo a recuperare almeno una parte delle bottiglie che ci hanno sottratto». La polizza anti ladri, infatti, non copre un furto di queste dimensioni. «Abbiamo sempre pensato alla possibilità che ci rubassero qualche cassa di vino durante un trasporto. Non di certo che due camion riuscissero ad entrare in cantina e a portar via un simile bottino» spiega Cotarella.
Quali sono stati gli altri casi in Italia
Questi furti richiedono studio e organizzazione da parte dei ladri, infatti vengono realizzati dopo numerosi appostamenti e controlli. Inoltre, spesso vengono fatti su commissione o eseguiti da bande che sanno già a chi rivendere il bottino. Non sono neanche una rarità per le cantine di tutta Italia. A metà dello scorso settembre era stata presa di mira l’azienda Conterno Fantino, a Monforte d’Alba, dove furono sottratte 3 mila bottiglie di Barolo Sorì Ginestre per un totale di circa 400 mila euro. La refurtiva più grande, prima di quella a Marchesi Antinori, era stata effettuata nel 2017 in un deposito nella zona artigianale di Viserba, a Cervia, ai danni di un antiquario a cui era stata sottratta la sua collezione di 2 mila bottiglie. Tra questi Masseto, Sassicaia e Romanée-Conti, per un valore di 750 mila euro.
Foto di copertina: l’azienda Marchesi Antinori con l’attuale presidente Albiera Antinori e l’ad Renzo Cotarella

