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Mantovano, la stretta sul fentanyl e la cannabis: «Oggi il principio attivo è arrivato al 30%»

30 Settembre 2026 - 08:34 Ettore Ambrosi
Il sottosegretario: decine di furti, finiscono nella sanità
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«Continua ad essere sottovalutata la pericolosità delle droghe cosiddette leggere. Senza comprendere che in passato il Thc, il principio attivo della cannabis, era presente ad una percentuale media dell’1,5-2 per cento. Oggi è arrivato alla media del 30. Mi preoccupa la sottovalutazione diffusa del fenomeno: è pandemico e colpisce soprattutto gli adolescenti». Lo afferma, in un’intervista al quotidiano Il Messaggero, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.

La cannabis e il Fentanyl

L’esponente di FdI spiega che «dal marzo del 2024 – aggiunge – è operativo il Piano Nazionale sul Fentanyl e sugli oppioidi sintetici. Da allora abbiamo censito decine di furti di questa sostanza. Quello dell’Ospedale Israelitico di Roma è certamente il più significativo dal punto di vista quantitativo, però sono stati frequentissimi gli episodi. Per questo il Ministero della Salute, in collaborazione con la Presidenza del Consiglio, attraverso il Dipartimento Antidroga, con i Ministeri dell’Interno e della Giustizia, ha pubblicato la circolare che va a contrastare quello che potremmo definire un colabrodo. In sintesi: anche l’omessa custodia diventa un concorso nella detenzione illecita e nello spaccio di stupefacenti».

Il furto

«Le fiale sottratte sono destinate perlopiù a circuiti sanitari illegali. Penso a determinati interventi chirurgici eseguiti in regime di evasione fiscale, ma anche ad altri che sono vietati e che sono penalmente illeciti», sostiene Mantovano. Il crack – continua – «circola anche più di altre droghe sintetiche come l’ecstasy. Soprattutto in alcune grandi città come Napoli e Palermo». Secondo Mantovano le zone franche «non devono esistere. Fin dall’inizio del lavoro svolto da questo governo, il messaggio è chiaro: la legge va rispettata. Contrastiamo sia lo spaccio di sostanze stupefacenti sia l’occupazione di proprietà private. Lo sforzo che abbiamo fatto non punta soltanto al contrasto della presenza criminale, ma anche all’offerta di alternative».

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