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Promettono interventi in 60 secondi, ma nella realtà si arriva a otto giorni: la protesta dei clienti contro la pubblicità ingannevole di Verisure

02 Ottobre 2026 - 18:36 Michela De Marchi Giusto
L'intervento non è in 60 secondi come promesso
Gli utenti parlano di attese che arrivano a otto giorni e di allarmi non funzionanti. L'azienda si difende: «Un minuto è solo il tempo di verifica»
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Promettono interventi in 60 secondi, ma poi i tempi reali si prolungano arrivando anche a otto giorni. È il problema sorto online legato al team di Verisure, multinazionale specializzata in sistemi di sicurezza e allarmi, che nelle sue pubblicità sottolinea sempre che gli «interventi sono h24 e in 60 secondi». Se i clienti possono essere attirati dalla rapidità del servizio, c’è una nota dell’azienda che specifica la realtà: «60 secondi è il tempo medio di verifica entro cui nella nostra Centrale Operativa si riceve un segnale di massima priorità». In un minuto, quindi, non ci sarà nessun dipendente davanti alla porta di casa per aiutare, ma solo una notifica alla centrale di Verisure.

Perché i clienti Verisure si lamentano

Già nel 2024 un cliente si lamentava di questa incomprensione. Sul sito dei reclami di Altroconsumo, il 29 novembre di due anni fa un certo D.O. esprimeva il suo disagio verso l’assistenza Verisure. Dopo un corto circuito, l’allarme era bruciato, quindi «abbiamo chiamato immediatamente in quanto abitiamo isolati, ecco perché paghiamo da anni il canone Verisure, e ci hanno dato l’appuntamento per aggiustare l’allarme dopo 5 GIORNI». Anche contattando il centralino, l’azienda non era intervenuta in tempi più rapidi, come invece garantisce nelle pubblicità.

Un caso simile ha coinvolto M.P. lo scorso 22 luglio, quando aveva chiesto assistenza per l’allarme guasto, come riporta Il Fatto Quotidiano. «Mi rispondono che non possono intervenire prima del 30!», scrive l’utente, sottolineando che Verisure aveva fatto trascorrere otto giorni prima di dare aiuto.

Il sistema non dà l’allarme in caso di furto

Oltre al mancato intervento in «60 secondi» come promesso, un altro problema sorge proprio con le funzionalità degli impianti. Il sistema dovrebbe garantire l’allarme immediato in caso di pericolo: avvio delle sirene installate nella casa, notifiche alla centralina e avviso ai proprietari dell’abitazione. Ma anche in questo caso, la realtà è diversa. Il 24 settembre 2025 L.C. scriveva sul sito di Altroconsumo che qualche mese prima «delle persone ignote si sono introdotte tranquillamente nel mio appartamento senza che il sistema di allarme Verisure funzionasse correttamente, anche se dall’applicazione il tutto risultava perfettamente funzionante». Si chiedeva quindi perché per due anni avesse pagato il canone, dato che in realtà il servizio non era funzionante.

Il problema della guardia giurata di Verisure

Il disagio con Verisure non finisce qui. L’azienda promette un «allertamento tempestivo delle Forze dell’Ordine e un invio sul posto di Guardie Particolari Giurate». Un tempo sempre indicato in 60 secondi nelle pubblicità. Ma ancora una volta, il minuto serve per attivare il processo di verifica. La promessa è smentita dalle recensioni su Altroconsumo. Il 27 marzo 2025 T.P. segnalava che contattando la centralina dopo aver subito un furto, gli avevano detto di richiamare il giorno successivo. Il cliente aveva così avvisato i carabinieri, che «mi hanno confermato che la Guardia Giurata di Verisure è sempre arrivata almeno un’ora dopo il loro intervento per cui totalmente inutile. Da me non sono neanche usciti….».

Perché l’azienda è stata multata dall’Antitrust

Come riportato dal Fatto Quotidiano, Verisure continua ad avere mezzo milioni di clienti e in una comunicazione ufficiale ha affermato di aver gestito «circa 9 milioni di scatti di allarme, di cui quasi 11 mila relativi a casi reali» nel 2025. Non è stato comunicato pubblicamente quante volte sia partita la Guardia Giurata. L’azienda poi sostiene che «non garantisce in alcun modo» che i servizi siano «adeguati o sufficienti a prevenire od ostacolare la commissione di reati», ma dalle pubblicità i clienti vengono attratti proprio dalla certezza del funzionamento degli allarmi e dal pronto intervento. Altroconsumo riporta anche le segnalazioni di clienti che continuano a ricevere sollecitazioni di pagamento dei canoni dopo la disdetta e senza che nessuno venga a ritirare l’impianto. Di fronte a questi casi è intervenuta l’Antitrust che nel 2024 ha multato Verisure per 4,25 milioni: 1,2 di questi era per pubblicità ingannevole.

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