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Li vendono come «prodotti senza fumo», ma per l’Antitrust è pubblicità ingannevole: arriva la multa milionaria per Philip Morris che annuncia il ricorso

10 Giugno 2026 - 16:33 Alba Romano
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L’Autorità ha ritenuto che le espressioni "senza fumo", "prodotti senza fumo" e "costruire/progettare/accelerare un futuro senza fumo", utilizzati per promuovere la vendita dei suoi prodotti del tabacco senza combustione, inducano i consumatori, anche minori, a ritenere erroneamente che si tratti di prodotti privi di effetti nocivi
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Sette milioni di euro. È l’importo della sanzione comminata dall’Antitrust a Philip Morris Italia, azienda attiva nel settore del tabacco lavorato, per «pratica commerciale scorretta». L’Autorità, ha infatti ritenuto che le espressioni e i claim “senza fumo”, “prodotti senza fumo” e “costruire/progettare/accelerare un futuro senza fumo”, utilizzati nell’ambito di un’articolata strategia di marketing per promuovere la vendita dei suoi prodotti del tabacco senza combustione, inducano i consumatori, anche minori, a ritenere erroneamente che si tratti di prodotti privi di effetti nocivi per la salute o meno nocivi di altri prodotti del tabacco, in particolare delle sigarette tradizionali.

L’istruttoria su segnalazione del ministero della Salute

Al termine di una complessa istruttoria avviata a seguito di una segnalazione del ministero della Salute, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato che le evidenze raccolte durante le ispezioni e nel corso dell’indagine non confermano una minore nocività, né tantomeno l’assenza di rischi, dei prodotti in questione. Secondo l’Autorità, infatti, le attuali conoscenze scientifiche e cliniche, anche alla luce della presenza di nicotina, non consentono di sostenere tali affermazioni. Per questo motivo, è stato disposto che Philip Morris Italia adotti le misure necessarie per cessare la pratica contestata e comunichi entro sessanta giorni dalla notifica del provvedimento le iniziative intraprese.

La reazione di Philip Morris che annuncia il ricorso

«Philip Morris Italia reputa la decisione dell’AGCM errata e viziata sotto diversi profili, e intende tutelare la propria posizione in tutte le sedi competenti». Così la società in una nota, dopo la multa annunciata dall’Antitrust. «Le contestazioni dell’Autorità hanno origine da una campagna di tipo istituzionale (“In Italia per costruire insieme un futuro senza fumo”) – si legge- focalizzata sulla presenza di lungo corso dell’azienda in Italia, sugli ingenti investimenti realizzati sul territorio nazionale, e sulla filiera integrata del Made in Italy di Philip Morris che conta 44.000 persone e 8000 imprese italiane. Non si tratta di una campagna commerciale rivolta ai consumatori. Nei suoi messaggi di natura commerciale, Philip Morris Italia garantisce sempre informazioni chiare sui rischi, sulla presenza di nicotina e sul divieto di vendita e utilizzo per i minori» si legge ancora. «Le espressioni contestate dall’Autorità sono accurate e pienamente conformi alla normativa italiana e alla Direttiva Europea di settore, che utilizza l’espressione “smokeless” (letteralmente “senza fumo”) per definire quei prodotti del tabacco che non comportano un processo di combustione, dei quali l’Italia rappresenta il primo produttore ed esportatore a livello mondiale».

«Relativamente al profilo di nocività dei prodotti senza combustione rispetto alle sigarette tradizionali Philip Morris Italia ha fornito all’Autorità in fase di istruttoria decine di autorevoli studi» continua la nota. «Tra questi, le recenti conclusioni della Food and Drug Administration statunitense, che lo scorso aprile, rinnovando l’autorizzazione alla commercializzazione di IQOS come prodotto del tabacco a rischio modificato, ha ribadito che: “Il sistema IQOS scalda e non brucia il tabacco. Questo riduce significativamente la produzione di sostanze dannose e potenzialmente dannose. Studi scientifici hanno dimostrato che il passaggio completo dalle sigarette convenzionali al sistema IQOS riduce in modo significativo l’esposizione dell’organismo a sostanze chimiche dannose o potenzialmente dannose”. «Le evidenze scientifiche disponibili, anche in assenza di studi epidemiologici a lungo termine, dimostrano che una riduzione misurabile e sostanziale della morbidità o della mortalità tra i singoli utilizzatori di prodotti del tabacco è ragionevolmente probabile», scrive ancora Philip Morris Italia. «L’azienda – prosegue ancora la nota di Philip Morris Italia- ribadisce inoltre la piena conformità dei dossier tecnico-scientifici relativi ai prodotti senza combustione depositati ufficialmente, come da procedura di legge per la vendita dei prodotti, presso la Commissione Europea e le Autorità competenti italiane». «È paradossale – si sostiene infine- che l’AGCM, a cui è richiesto di tutelare i consumatori, contribuisca a creare confusione sui prodotti del tabacco e della nicotina, con una decisione che suggerisce che non vi sia differenza tra prodotti da fumo e quelli non da fumo: un messaggio fuorviante che rischia di scoraggiare i fumatori adulti dall’abbandonare le sigarette tradizionali, con evidenti conseguenze negative. Continueremo a operare nel pieno rispetto della legge e degli standard più elevati di responsabilità verso i consumatori e le istituzioni».

Foto copertina: Tatyana Berkovich / Dreamstime

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