«Nobel per la Pace a Pillay? Una vergogna. Doveva andare a Trump». L’attacco del presidente Usa su Truth
Con l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace non poteva mancare il commento di Donald Trump. E questa volta il tycoon ha preferito iniziare con un giudizio indiretto, ricondividendo un messaggio pubblicato su Truth Social dall’utente Schoenlaw. Nella sua prima parte il post è apertamente schierato contro Navi Pillay, ex Alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha ottenuto il riconoscimento. Poi diventa un elogio verso il presidente Usa, che secondo Schoenlaw avrebbe dovuto essere premiato.
Perché per l’utente Truth non doveva vincere Pillay
«Oggi il Comitato per il Nobel si è coperto di vergogna in modo irreparabile e ha sminuito il Premio Nobel per la Pace, un tempo così prestigioso, assegnandolo a Navi Pillay». Con tono polemico, Schoenlaw inizia la sua invettiva contro il Comitato norvegese, dando anche le sue motivazioni. L’utente descrive Pillay come «una nemica dichiarata degli Stati Uniti e di Israele» che «ha esaltato i terroristi, premiato Hamas» e «condotto una finta ‘indagine’ sostenendo di aver scoperto che Israele aveva commesso un genocidio e sollecitando un procedimento penale». Per questo, secondo Schoenlaw «non gode di alcuna credibilità in nessun ambito normale e non ha mai fatto nulla per promuovere la pace». E sottolinea: «Ma cosa ci si poteva aspettare da un comitato che in passato aveva assegnato quello che un tempo era l’ambito Premio Nobel per la Pace a Yasser Arafat?».
Chi avrebbe dovuto ottenere il Nobel per la Pace
Il post su Truth, però, non finisce qui. Dopo aver attaccato la scelta della giuria, Schoenlaw spiega chi avrebbe dovuto ottenere il premio: Donald Trump. E lo fa acclamando tutti i suoi risultati da presidente. «Ci ha dato gli Accordi di Abramo, che il mondo diceva essere impossibili e che ora si stanno allargando! Ha riportato a casa gli ostaggi quando tutto sembrava perduto!» scrive su Truth. Ma ancora: «Sta compiendo ogni sforzo per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina, per fermare l’Iran» e «sta cercando di ricostruire Gaza. Nonostante gli sforzi dei terroristi per controllarla». Lo stesso Schoenlaw sostiene che l’elenco potrebbe essere infinito e conclude che «sono questi i tipi di risultati che il Premio Nobel per la Pace doveva riconoscere e premiare!!!».
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Lo stesso pensiero di The Donald
La posizione dell’utente è chiaramente pro-trumpiana e di fronte a questo elogio il tycoon non poteva che ricondividere il post. Proprio giovedì 8 ottobre, il giorno prima dell’assegnazione del Nobel per la Pace, Trump era intervenuto sul tema durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. E paragonando le parole del presidente a quelle di Schoenlaw si capisce subito che l’utente di Truth ha fatto da eco ai pensieri di The Donald. Davanti ai giornalisti, infatti, Trump ha elencato le sue imprese a livello internazionale, tra cui aver «risolto otto guerre», aver «fatto tornare a casa tutti gli ostaggi» e aver «evitato forse l’annientamento totale del mondo».
In corsa per il Nobel nel 2027
Il tycoon non si è ancora espresso direttamente sul riconoscimento dato a Pillay. Nonostante ciò, si può presagire il suo dissenso, dato che il Nobel per la Pace è un tema già stato discusso dal presidente. Non solo 24 ore prima della premiazione ha sostenuto di essere il candidato ideale per la vittoria, ma già l’anno scorso aveva rivendicato il premio. Nel 2025, invece, il riconoscimento era stato assegnato alla leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, aprendo uno scontro tra Trump e il Comitato norvegese. Anche per il 2026, però, The Donald non è riuscito nel suo intento e forse ci spererà ancora per il 2027.
Trump impone sanzioni contro la Corte penale internazionale
Dopo l’assegnazione del Nobel a Pillay, l’amministrazione Trump ha imposto sanzioni contro la Corte penale internazionale, come riferiscono i media statunitensi. Stando alle prime rivelazioni, le nuove misure non sarebbero solo contro i singoli giudici e procuratori, ma colpirebbero anche le società che forniscono servizi alla Cpi. «Il presidente Trump non permetterà mai alla Corte penale internazionale di perseguire cittadini americani. Per questo oggi gli Stati Uniti sanzionano la Corte penale internazionale – ha dichiarato segretario di Stato americano Marco Rubio – Vieteremo le transazioni con questa Corte canaglia, tagliandole le risorse e paralizzando la sua capacità di operare». Già in passato la Casa Bianca ha contestato i mandati d’arresto emessi dalla Cpi contro esponenti israeliani, tra cui il premier Benjamin Netanyahu, e anche l’indagine sulle azioni dei militari americani in Afghanistan, poi archiviata.

