Il Presidente della Lazio Claudio Lotito ai pm: «Ricevo 5mila minacce al giorno, per questo giro con due pistole. Contro di me ci sono anche pezzi della politica»
Andava in giro con due pistole come John Wayne «una avanti e una dietro, un’automatica e una Smith & Wesson» confessa il patron della Lazio e senatore di Forza Italia Claudio Lotito, costretto a prendere precauzioni estreme dalle numerose minacce degli ultras biancocelesti. «Una volta – aggiunge – una è stata pure utile, mi ha salvato». E questa storia – racconta Repubblica – potrebbe ripetersi, stavolta però nella guerra attorno al club il patron non vede solo la mano degli ultras ma anche della politica.
Chi sono gli avversari politici
«Vi sono pezzi della politica che remano contro di me», ha spiegato al pm Lorenzo Del Giudice che lo ha ascoltato il 30 giugno scorso nell’inchiesta della procura di Roma sulle manovre di manipolazione del mercato finanziario per favorire un cambio di proprietà della Lazio. All’interno dell’inchiesta sono indagati il faccendiere Luigi Bisignani e i vertici della banca del Fucino, Mauro Masi e Francesco Maiolini. Lotito non ha mai fatto i nomi di questi nemici politici, ma ha indicato dove poterli cercare: «Basta vedere chi commissiona gli articoli al direttore Capezzone sul Tempo. Potete prendere visione anche dei resoconti in commissione antimafia».
Gli scontri con gli ultras
E durante l’audizione davanti alla Commissione Lotito ha raccontato la sua lunga battaglia contro le frange più violente del tifo biancoceleste. Ha ricordato quando, durante l’inaugurazione di un negozio a Montesacro, rimase bloccato e fu necessario l’intervento del Reparto Celere per consentirgli di uscire. Poi l’avvertimento: «Adesso si è ricreata la stessa situazione, e vi dico perché». Secondo il patron della Lazio sarebbero coinvolti anche fondi stranieri e compratori misteriosi, pronti ad acquistare una società che lui assicura di non voler cedere. «Io non ho mai ricevuto offerte, ma una cosa è certa: ho dovuto fare delle denunce, delle segnalazioni alla Consob, dicendo che non ho mai ricevuto offerte». Infine, l’ammissione di aver ricevuto numerose minacce: «Io ricevo 5mila telefonate al giorno di minacce. Non sto scherzando».

