Perché i libri di Sally Rooney sono stati ritirati dopo il suo sostegno all’organizzazione Pro Pal «Palestine Action»
I libri di Sally Rooney, la scrittrice irlandese 35enne autrice del bestseller “Normal People”, da cui è stata tratta l’omonima serie tv distribuita dalla Bbc, spariranno dalle librerie del Regno Unito. Lo ha annunciato la casa editrice Faber & Faber, che pubblica i romanzi dell’autrice nel Paese. Il motivo? Rooney ha sostenuto pubblicamente Palestine Action, un gruppo radicale per la causa palestinese che a luglio 2025 era stato classificato come “organizzazione terroristica” dal governo laburista di Keir Starmer dopo che alcuni suoi rappresentanti avevano fatto irruzione in una base dell’aeronautica militare britannica (Raf) a Brize Norton, dove avevano danneggiato alcuni aerei militari in nome della causa palestinese. La scelta del governo Starmer è stata da subito molto contestata, tanto che è attualmente in corso un procedimento che si oppone alla legittimità del provvedimento e che sarà esaminato dalla Corte Suprema il mese prossimo.
Il sostegno di Sally Rooney a Palestine Action
Poche settimane dopo, la scrittrice, che vive in Irlanda e notoriamente sostiene la causa palestinese (quando nel 2021 uscì Dove sei, mondo bello si rifiutò di vendere i diritti alle case editrici israeliane in sostegno al movimento “Boycott, Divestment, Sanctions”) aveva pubblicato un editoriale sull’Irish Times dal titolo: «Sostengo Palestine Action. Se questo fa di me una “sostenitrice del terrorismo” secondo la legge britannica, così sia». Già prima che l’organizzazione venisse bandita, inoltre, la scrittrice aveva pubblicato un editoriale sul Guardian in cui diceva di ammirare l’organizzazione e criticava l’allora ministra per gli Affari interni Yvette Cooper, che aveva detto di voler perseguire il gruppo per terrorismo.
L’editoriale di Rooney sull’Irish Time
Nell’articolo sull’Irish Time, poi, si era spinta a dichiarare che avrebbe utilizzato i guadagni derivanti dalle vendite dei suoi romanzi nel Regno Unito per sostenere Palestine Action. L’articolo 15 del Terrorism Act, la legge britannica che interessa anche Palestine Action, stabilisce però che commette un reato chiunque «fornisca denaro o altri beni, sapendo o avendo ragionevoli motivi per sospettare che saranno o potrebbero essere utilizzati per finalità terroristiche». Reato che è punibile con il carcere fino a 14 anni. Da quando Palestine Action è stata messa al bando nel Regno Unito, oltre 3.700 persone sono state arrestate con l’accusa di averla sostenuta. Per questo, poco dopo aver pubblicato l’editoriale, secondo quanto riporta la Repubblica, l’autrice avrebbe annullato un viaggio Oltremanica.
La decisione di Faber & Faber la casa editrice che pubblica Rooney nel Regno Unito
La decisione dell’editore di Rooney è arrivata come inevitabile conseguenza: «L’attuale legislazione britannica ha creato una situazione in cui Faber non può corrispondere a Sally Rooney i proventi derivanti dalle vendite delle sue opere nel Regno Unito. Vendere i libri di una scrittrice senza poterle versare i relativi compensi rappresenta una situazione inaccettabile per una casa editrice». Per questo, «e in pieno accordo con Sally, abbiamo deciso di non poter più distribuire le sue opere nel Regno Unito, in nessun formato. Continuiamo a essere orgogliosi di pubblicare la sua straordinaria produzione letteraria, che continueremo a commercializzare negli altri Paesi».
Le dichiarazioni di Sally Rooney
Sul caso è intervenuta la stessa Rooney: «Un mese dopo il provvedimento del governo britannico contro il gruppo, nel luglio 2025, ho scritto un articolo in cui esprimevo la mia intenzione di continuare a sostenere Palestine Action, che qui, nella Repubblica d’Irlanda, non è un’organizzazione messa al bando né soggetta ad altre forme di divieto. Di conseguenza, l’adempimento dei contratti per la pubblicazione delle mie opere nel Regno Unito potrebbe ora costituire un grave reato». «Dopo un processo di consultazione e un’attenta valutazione, e con il mio pieno consenso, la mia casa editrice Faber ha pertanto stabilito di non poter più distribuire le mie opere nel Regno Unito», ha aggiunto la scrittrice, che ha voluto sottolineare di aver fatto «tutto il possibile per essere sincera con il pubblico riguardo alle mie convinzioni e alle mie intenzioni», dichiarandosi pertanto «pienamente pronta ad accettarne le conseguenze». Le copie dei libri di Rooney già presenti sul mercato britannico potranno continuare a essere vendute fino a esaurimento delle scorte e non dovranno essere restituite, come riporta l’Irish Times.

