Fedele Confalonieri e l’amico Berlusconi: «Era un venditore già da piccolo»
Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset (MFE-MediaForEurope), racconta a La Stampa il suo rapporto di amicizia con Silvio Berlusconi. Fatto anche di alcuni no. «Non ero d’accordo con la discesa in campo, perché non pensavo che avrebbe avuto successo. Mi ricordo che, quando Bettino Craxi stava per andare in Tunisia, ormai rassegnato, mi disse che Silvio non sarebbe andato oltre l’8%, un risultato che ci avrebbe portato solo danni. Invece ha fatto una cosa napoleonica: in 3 mesi ha preso oltre il 21%», confessa a Myrta Merlino.
Confalonieri, Mediaset e la tv
Confalonieri in tv dice di guardare «soprattutto Sky, dove c’è molta musica». Su Mediaset: «Le news, un po’ di talk show. Poi la nostra televisione bisogna dire che Pier Silvio sa farla: su Rete4 c’è un’abbondanza di talk che ti rende edotto di quello che succede». Ma, sostiene, «non è più la televisione di una volta, quando c’era Granzotto che intervistava i pesi massimi, i Craxi o gli Andreotti, e così via. Oggi vanno in televisione solo a litigare». Sull’attualità, Confalonieri fa sapere che «quando si parla di legge elettorale spengo l’audio».
Berlusconi
Poi torna a parlare del suo rapporto con il Cavaliere, iniziato da ragazzi, verso gli 11 anni. «Era uno abbastanza sveglio. Mi ricordo che mia mamma in milanese diceva che era ‘fiol disincantà’. Vendeva un po’ di tutto, elettrodomestici, spazzole elettriche. Era Berlusconi già allora». Lui era diverso: «A me piaceva suonare, ma ero abbastanza tranquillo come tutti i bambini di quei tempi, che dovevano stare tranquilli per forza, a casa e a scuola, sennò le prendevano. E non era necessariamente un male».
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Confalonieri commenta le parole di Scalfari, quando lo descrisse come “la bocca dentata del Caimano”. «La verità è che Scalfari era venuto ad Arcore prima di ‘vendersi’ a De Benedetti, perché lui e l’editore Carlo Caracciolo non erano affatto contenti di finire sotto il cappello dell’Ingegnere. Quindi Berlusconi ha rischiato di diventare l’editore di Scalfari, che poi si inventò un Cavaliere su misura: fascista, massone, mafioso. Mi ricordo un articolo in cui addirittura paragonava Silvio a Mackie Messer, lo spietato protagonista dell’Opera da tre soldi di Bertold Brecht. E invece, che si sappia, lui era un uomo buono e giusto».
I difetti
Ma il Cavaliere aveva anche dei difetti: «Quel difettuccio lì, le donne, lo aveva molto accentuato. E poi era partito dicendo ‘facciamo la rivoluzione liberale’ e non l’ha fatta, ci ha rinunciato delegando il governo del ‘giorno per giorno’ ad altri. Ma è stato un grande Ministro degli Esteri, ha cambiato i rapporti di forza con la famosa ‘diplomazia della pacca sulle spalle’: e vagliela a dare una pacca sulle spalle a Putin…». Oggi invece manca la diplomazia, rimarca il presidente di Mediaset: «Gente come Kissinger, veri e propri giganti. La diplomazia è ciò che tiene in piedi i rapporti tra le Nazioni e tra le persone. Noi non siamo in grado di continuare a finanziare l’Ucraina, semplicemente perché non possiamo permettercelo. Dovremmo fare di tutto per chiudere questa guerra ma non si vede chi potrebbe prendere l’iniziativa, specie ora che l’America è in mano a un “mezzo matto”».
Trump
Berlusconi cosa pensava di Trump? «Era il Trump del primo mandato e di certo già non gli piaceva». Confalonieri poi fa sapere che «ho molta stima di Gianni Letta. È una persona straordinaria. C’è una cosa che molti non sanno: lui ha rifiutato di fare il Presidente della Repubblica. Alla rielezione di Mattarella, Meloni glielo aveva proposto. Avrebbe vinto in carrozza. Ma non l’ha fatto per non far dispiacere Berlusconi. E questo la dice lunga sulla sua fedeltà e lealtà».
Milano
Infine, un passaggio anche sulle prossime comunali. «Milano è anche radical chic, il centro città vota a sinistra. Mario Calabresi potrebbe farcela, ma certo se ci fosse un candidato anche più a sinistra, penso a Pierfrancesco Majorino, avrebbe ancora più chance», dice infine Confalonieri, che sul futuro conclude: «Cosa vuole che le dica alla mia età… L’altro giorno ero a Mediaset a consegnare i diplomi dei master a dei ragazzi in gamba. Quando si è parlato di futuro, anche se è un po’ volgare, gli ho detto chiaramente: ‘Cazzi vostri!’».

