Niente mensa scolastica? I genitori devono riprendere i figli e riportarli per il doposcuola. Scoppia la protesta: la risposta del sindaco
Gli alunni non iscritti alla mensa dovranno uscire da scuola durante la pausa pranzo e rientrare entro le 15 per il doposcuola. Accade ad Alzate Brianza, alla scuola secondaria Lucio Virginio Rufo. La nuova disposizione ha generato il malcontento delle famiglie e il successivo intervento della vicepresidente del consiglio d’istituto e consigliera indipendente Noemi Freddi. «L’obbligo di prelevare il figlio, portarlo a casa per il pranzo e riaccompagnarlo a scuola rende molto difficoltosa la fruizione del doposcuola», dice Freddi, citata da La Provincia di Como.
Soprattutto perché i due servizi non sono collegati tra loro. La mensa, infatti, è a domanda individuale e facoltativa, mentre il doposcuola può essere fruito da tutti gli studenti dell’istituto. Freddi ha sottolineato anche l’aumento delle tariffe giornaliere per il refettorio. «Alzate, la più cara, è 6 euro a pasto. Cantù, tariffa base 5 euro e 50 per residenti e non. Albavilla, 5 euro e 45 per residenti. Lurago d’Erba 5 euro per residenti», specifica la consigliera.
La risposta del sindaco
Il caso è arrivato anche in Consiglio comunale con un’interrogazione al sindaco Paolo Frigerio. «Un minore, per ovvie ragioni fisiologiche, durante la pausa meridiana deve mangiare – afferma -. Non potendo consumare all’interno dei locali cibo portato da casa per i tassativi divieti regolamentari, sanitari e contrattuali vigenti, l’articolo 2048 del codice civile impone che sul minore sia costantemente esercitato un inderogabile obbligo di vigilanza e custodia». Per questo «se la famiglia intende fargli consumare un pasto non fornito dal Comune, deve necessariamente assumersi in proprio la custodia del minore in tale frangente, prelevandolo dalla struttura scolastica».
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Niente dietrofront
Secondo il sindaco «l’unica alternativa sarebbe costringere l’alunno a rimanere in uno stato di totale passività a scuola senza mangiare, opzione che il buon senso e la tutela del benessere del minore impongono categoricamente di evitare». Frigerio ha commentato anche la polemica sull’aumento delle tariffe delle mense. «Il prezzo è stato stabilito dal commissario prefettizio – sottolinea il sindaco -. Questa Amministrazione è stata virtuosa nell’aver contrattualizzato lo stesso prezzo bloccandolo per cinque anni senza aumenti». La conseguenza, tuttavia, è che i genitori saranno costretti a ritirare i figli da scuola durante la pausa pranzo per poi riaccompagnarli al termine del pasto.

