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Gli oceani stanno cambiando colore per colpa del Super El Niño: cosa hanno scoperto i satelliti della Nasa

19 Ottobre 2026 - 23:20 Antonia Verderosa
Immagini satellitari NASA a confronto del Pacifico nel 2026 e nel 2025: una fascia blu più estesa indica la diminuzione del fitoplancton
Le immagini satellitari mostrano una diminuzione del fitoplancton, fondamentale per il colore verde smeraldo delle acque. Secondo gli esperti americani, c'è l'83% di probabilità che El Niño diventi il più intenso dal 1950
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L’Oceano Pacifico sta diventando più blu. I satelliti della Nasa hanno registrato una diminuzione del fitoplancton, l’insieme di organismi microscopici che conferiscono all’acqua il colore verde smeraldo. Il cambiamento, osservato nelle acque equatoriali dalle coste del Sud America fino all’Asia, è legato a Super El Niño, il fenomeno climatico che causa il riscaldamento dei mari.

Cosa hanno scoperto i satelliti della Nasa

Le immagini raccolte da PACE (Plankton, Aerosol, Cloud, ocean Ecosystem), il satellite della Nasa che studia il plancton, le particelle atmosferiche, le nuvole e gli ecosistemi oceanici, mostrano una fascia verde che si restringe nel Pacifico equatoriale, lasciando spazio a tonalità più blu. Nel 2025, invece, la stessa fascia era rimasta sostanzialmente stabile.

Il cambiamento è legato alla diminuzione del fitoplancton, un insieme di organismi microscopici che, attraverso la fotosintesi, assorbono anidride carbonica e producono ossigeno. Sono anche alla base della catena alimentare marina, perché costituiscono il nutrimento di piccoli organismi di cui si cibano pesci e altri animali. La loro presenza contribuisce a dare all’acqua sfumature verdi, che ora stanno diminuendo. Grazie a PACE, lanciato nel febbraio 2024, gli scienziati possono analizzare centinaia di lunghezze d’onda della luce riflessa dall’acqua e misurare variazioni di colore non necessariamente visibili a occhio nudo.

Perché El Niño sta cambiando il colore del Pacifico

A provocare la diminuzione del fitoplancton è il riscaldamento delle acque superficiali. El Niño è un fenomeno climatico naturale che si verifica generalmente ogni due-sette anni e interessa soprattutto il Pacifico equatoriale. In condizioni normali, i venti che soffiano da est verso ovest favoriscono la risalita di acque profonde, più fredde e ricche di nutrienti. Durante El Niño questi venti si indeboliscono, riducendo il ricambio delle acque superficiali. Il risultato è una minore disponibilità di sostanze nutritive per il fitoplancton, che fatica a proliferare. Di conseguenza, le zone dell’oceano normalmente caratterizzate da sfumature verdastre assumono tonalità più blu.

Il Super El Niño del 2026 potrebbe essere il più intenso dal 1950

Secondo l’ultimo bollettino della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), pubblicato l’8 ottobre, c’è l’83% di probabilità che El Niño raggiunga, nel trimestre ottobre-dicembre 2026, un’intensità superiore a quella dei precedenti eventi registrati dal 1950, l’anno in cui sono iniziate le rilevazioni. I satelliti della Nasa hanno già registrato nel Pacifico aumenti locali del livello del mare fino a 30-40 centimetri, mentre nelle acque vicine all’Indonesia e all’Australia settentrionale sono state osservate diminuzioni di 15-20 centimetri rispetto ai valori normali.

Foto di copertina: NASA Scientific Visualization Studio / Kel Elkins | Il Pacifico equatoriale nell’ottobre 2026 (in alto) e nel 2025 (in basso)

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