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Diritto alla riparazione di smartphone ed elettrodomestici, le nuove regole dal 22 ottobre: ecco cosa cambia

20 Ottobre 2026 - 21:21 Marco Fedeli
Arriva il nuovo decreto per le riparazioni degli elettrodomestici
Entrerà in vigore giovedì e introdurrà nuove misure per facilitare le riparazioni: tutto quello che c’è da sapere
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Informazioni più trasparenti prima di affidare un prodotto a un tecnico, obblighi di intervento per i produttori dei beni interessati e un anno aggiuntivo di garanzia legale per chi sceglie di riparare un difetto di conformità anziché sostituire il prodotto. Sono queste alcune delle novità del decreto-legge che entrerà in vigore il 22 ottobre, recependo una direttiva europea sul diritto alla riparazione.

Le nuove regole hanno come obiettivo quello di rendere le riparazioni degli elettrodomestici più accessibili e di limitare gli ostacoli che spesso spingono a sostituire un prodotto ancora utilizzabile, rendendo più trasparenti i costi degli interventi e rafforzando la possibilità di scelta dei consumatori.

Trasparenza sulle informazioni

Una delle novità riguarda la trasparenza sulle informazioni che il cliente può ricevere prima di affidare un prodotto per essere riparato. Il decreto introduce un modulo europeo con i principali dettagli del servizio: la natura del guasto, il tipo di intervento proposto, il prezzo oppure i criteri utilizzati per calcolarlo, l’eventuale costo massimo, i tempi necessari e la disponibilità di un prodotto sostitutivo durante la riparazione.

Tuttavia, se per individuare il guasto e stimare il costo dell’intervento è necessario che il riparatore controlli la natura del problema del prodotto, questi può chiedere il pagamento di questo servizio, informando preventivamente il cliente dei relativi costi.

Quali prodotta riguarda

Secondo le nuove norme, i produttori hanno l’obbligo di riparazione non per ogni tipo di bene, ma per quelli per cui la normativa europea prevede specifici requisiti di riparabilità e nei limiti stabiliti dalle relative disposizioni. Tra questi ci sono lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, aspirapolvere, smartphone, tablet e altri dispositivi per cui sono previsti requisiti specifici di riparabilità. Nel caso in cui si configuri l’obbligo, il produttore deve effettuare la riparazione gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole e in tempi ristretti.

Può anche mettere a disposizione del consumatore un prodotto sostitutivo per il periodo necessario all’intervento gratuitamente o a un costo ragionevole. Se la riparazione risulta impossibile, può proporre un bene ricondizionato. Infine, il produttore ha l’obbligo di rendere accessibili le informazioni sui prezzi indicativi delle riparazioni e mettere a disposizione ricambi a condizioni che non scoraggino l’intervento.

Meno ostacoli alle riparazioni

Le nuove disposizioni rendono più semplici le condizioni per cui un prodotto possa essere riparato al di fuori dei centri di assistenza ufficiali. Infatti, per i beni coperti dall’obbligo di riparazione i produttori non possono impedire gli interventi. E non possono nemmeno rifiutare una riparazione solo perché il prodotto è già stato sistemato precedentemente da un altro tecnico. Inoltre, possono essere usati come ricambi pezzi originali, compatibili o realizzati con la stampa 3d, aumentando così la possibilità di scelta tra i centri di assistenza per i consumatori.

Un anno in più per chi ripara un prodotto difettoso

Tra le misure introdotte c’è anche un’estensione della garanzia legale per chi sceglie di far riparare un prodotto difettoso anziché sostituirlo. Perciò, se un prodotto presenta un difetto coperto dalla garanzia legale e il consumatore sceglie la riparazione, godrà di un anno in più di garanzia rispetto ai due anni previsti per legge. In ogni caso le nuove norme non rendono gratuita e illimitata la garanzia su qualsiasi prodotto.

L’obbligo del produttore riguarda soltanto i beni e i casi previsti dalla normativa europea. Inoltre, il fabbricante non è tenuto a eseguire una riparazione materialmente impossibile. Mentre, qualora il prodotto presentasse un difetto di produzione coperto dalla garanzia legale, allora resterebbero applicabili le tutele già previste dal Codice del consumo, ovvero la riparazione o la sostituzione.

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