Francia, il governo vuole togliere assegni e contributi ai responsabili dei saccheggi
Il governo francese ha confermato oggi la sua intenzione di colpire finanziariamente i saccheggiatori che hanno agito durante le manifestazioni di protesta degli studenti e dei gilet gialli. In particolare tagliando loro i versamenti delle prestazioni sociali dello stato. Il ministro della Casa Vincent Jeanbrun ha detto che firmerà con il ministro della Giustizia Gérald Darmanin una circolare che consentirà allo Stato di ritirare contributi e aiuti sociali a chi viene riconosciuto colpevole di saccheggi.
Casseurs, saccheggiatori, ladri
Su X il ministro ha scritto: «Casseurs, saccheggiatori, ladri: per voi sono finiti i contributi sociali!». In concreto, la circolare prevede di dedurre dagli aiuti elargiti, i guadagni percepiti dalla vendita di merci rubate a margine delle manifestazioni. Saranno ritirati gli aiuti per la disoccupazione, quelli per l’alloggio, gli assegni familiari e il reddito di solidarietà. Intanto le città del paese hanno trascorso una notte più tranquilla per i coprifuoco imposti. Ma i gruppi di protesta hanno annunciato una nuova ondata di manifestazioni per sabato prossimo.
I coprifuoco
«I coprifuoco mirati hanno contribuito alla calma di stanotte», ha dichiarato il primo ministro Sébastien Lecornu in un post su X. Poi ha aggiunto che la misura potrebbe essere estesa «laddove la situazione lo richieda». Gli scioperi e le manifestazioni degli studenti delle scuole superiori – nati per protestare contro il calo degli standard e il crescente degrado – si sono trasformati in un’ondata di rabbia a livello nazionale, alimentata dall’aumento dei prezzi e dalla percezione che i bisogni fondamentali in ambito sanitario, abitativo e di welfare non vengano più soddisfatti.
Le elezioni
Il tutto ha contribuito a creare un clima politico incandescente in vista delle elezioni presidenziali previste per il prossimo aprile-maggio, che vedono in testa candidati dell’estrema destra e dell’estrema sinistra. Il ministro Darmanin ha riferito all’emittente televisiva CNews che 123 persone, fermate durante il fine settimana, si trovano attualmente in stato di detenzione in attesa di giudizio. In un altro intervento televisivo lunedì sera, ha aggiunto che circa 2.500 persone restano in custodia per essere interrogate.
La protesta
La calma notturna offre al governo una tregua dopo settimane di proteste che hanno messo a dura prova le forze dell’ordine e le autorità pubbliche. Tuttavia, nuove sfide si profilano per sabato prossimo. «Andiamo avanti», ha dichiarato l’UNEF, il principale sindacato studentesco francese, in un volantino diffuso sui social media, promettendo di mantenere alta la pressione sul presidente Emmanuel Macron e sul suo governo affinché intervengano su quello che gli studenti definiscono un sistema educativo al collasso e sottofinanziato.
I gilet gialli
Parallelamente, alcuni gruppi che si identificano come «gilets jaunes» (gilet gialli) hanno indetto diverse azioni di protesta contro l’impennata dei costi del carburante. Il movimento dei gilet gialli, che negli ultimi anni si era in gran parte placato, era nato nel 2018 – durante il primo mandato di Macron – in opposizione ai piani di aumento delle tasse sulla benzina. Per mesi sono proseguiti blocchi stradali settimanali ed episodi di violenza in strada. I principali sindacati francesi, tra cui la CGT – spesso promotrice di grandi manifestazioni organizzate – non hanno aderito agli appelli a protestare per il prossimo sabato.

