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Giuseppe Conte e le primarie: «Il paese è in ginocchio, subito i gazebo»

20 Ottobre 2026 - 09:19 Ettore Ambrosi
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Il leader M5s a Schlein: dobbiamo sbrigarci
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«Abbiamo un Paese in ginocchio, che si sta infiammando per le difficoltà economiche accumulate in questi quattro anni. La situazione sta diventando esplosiva”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il presidente del M5S ed ex premier Giuseppe Conte. Schlein vorrebbe fare le primarie in primavera, il più tardi possibile. Lui invece «il prima possibile. Dobbiamo sbrigarci col programma in modo da consentire alla coalizione di contrapporre a Meloni una voce chiara e unica. Famiglie e imprese non possono attendere, serve un’alternativa».

La candidatura

Sulla candidatura a premier della segretaria Dem «Schlein è stata chiara sin dall’inizio, la sua è una pretesa legittima. Adesso però, dopo questo chiarimento interno, dico al Pd che il programma va fatto subito, perché in questi 4 anni all’opposizione abbiamo già lavorato insieme. Abbiamo già una base. Abbiamo la responsabilità di presentare noi il nostro programma. Subito. Siamo pronti e non c’è motivo di rimandare. Il percorso è delineato. Faremo le primarie, ma dovremo avere cura che non siano una conta tra leader di partito, quanto piuttosto il metodo più ampio e democratico per individuare chi andrà a vincere contro Meloni. Decideranno gli elettori. Il M5S ha dimostrato di sapere costruire processi politici, assumendosi piena responsabilità di rapporti generosi e leali con i suoi alleati».

Le primarie di coalizione

Secondo Conte «non possono essere primarie di partito, devono essere ampie e partecipate e a tal fine favorirò la nascita di comitati per dare la possibilità a forze civiche e sociali, ma anche a liberi cittadini e giovani che hanno votato al referendum e che sono privi di riferimenti, di sentirsi protagonisti di questo processo, di questa ‘Alleanza per la Costituzione’. L’obiettivo è allargare la base di consenso». Infine, le devastazioni nel cuore di Milano. Che sono «assolutamente inaccettabili, io le ho condannate subito. Ma tocca al governo garantire l’ordine pubblico e la sicurezza di cittadini e negozianti. A tutt’oggi mancano ventimila tra carabinieri e poliziotti. La sicurezza richiede adeguati investimenti, che il governo non ha fatto».

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