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Conte mette fretta a Schlein: «Programma e primarie subito, non possiamo lasciare margine a Giorgia Meloni»

08 Ottobre 2026 - 21:37 Stefania Carboni
conte primarie
L'offerta rifiutata alla segretaria del Pd, l'urgenza di un candidato e l'affondo su Zelensky: l'intervista del leader M5s da Bruno Vespa
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«A questo punto però, se primarie devono essere, innanzitutto dobbiamo concentrarci sul programma. Noi abbiamo completato il nostro percorso, l’avevamo dichiarato il 20 settembre, adesso mi sembra che il 18 Avs presenterà il proprio programma, Elly Schlein credo che abbia negli stessi giorni l’assemblea con il Pd. Però un attimo dopo, ma veramente un attimo dopo, ritroviamoci, perché abbiamo tante cose di cui discutere». Queste le parole del presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Ospite dei programmi Cinque minuti e Porta a porta su Rai1, ha tracciato la rotta per il futuro del campo progressista e affrontato il tema della guerra in Ucraina.

Il passaggio sul candidato premier e la proposta rifiutata da Schlein

Nel corso dell’intervista, l’ex premier ha rivelato i dettagli di un recente faccia a faccia con la segretaria del PD Elly Schlein: «Recentemente ho dato la mia disponibilità in un incontro che doveva rimanere riservato, poi è andato sui giornali non certo per mia responsabilità. Io ho proposto: “Facciamo un passo indietro, se sei disponibile a fare un passo indietro lo facciamo entrambi“. Per senso di responsabilità, non perché debbano spaventare le primarie, ma c’è una parte dell’elettorato del campo progressista che ha espresso qualche dubbio, qualche perplessità sulla possibile divisibilità». Spiegando il motivo del rifiuto da parte della leader dem su una terza persona come leader della coalizione Conte ha aggiunto: «È perché legittimamente sappiamo che è scritto nello statuto del Partito Democratico che il segretario aspira e può essere indicato come candidato premier. Elly Schlein legittimamente vuole essere candidata premier». Il presidente del M5S ha inoltre chiarito di non aver avanzato nomi alternativi: «Io non ho fatto nessun nome specifico nel momento in cui non è stata accolta questa mia disponibilità a fare tutti un passo indietro, tutti i leader».

Programma e primarie al più presto

Caduta l’ipotesi dell’intesa diretta, Conte sottolinea: «Con un programma condiviso, andremo alle primarie, perché è giusto che finisca questa storia di un campo progressista che non ha un programma, che non ha un leader candidato. Questa legge oggi ci obbliga a farlo e certo non possiamo aspettare quando e come la Corte costituzionale se si pronuncerà». L’urgenza, per Conte, è dettata dalla necessità di non concedere margini al centrodestra: «Vanno fatte al più presto possibile. Ovviamente per quanto riguarda la data ci confronteremo, ma è chiaro che non possiamo arrivare e dare questo vantaggio a Giorgia Meloni, che oggi è la donna sola al comando di tutto il centrodestra. Ha asfaltato, diciamo la verità, oscurato tutti gli alleati, non possiamo dare la possibilità che qui ancora si sta a discutere di primarie, chi sarà il candidato».

Il quadro internazionale e le posizioni sul conflitto in Ucraina

Infine, sul fronte della politica estera e della guerra, il leader dei Cinque Stelle ha espresso la propria posizione sul percorso verso un possibile negoziato: «Putin ha compiuto un’aggressione criminale e bombarda tutti i giorni come anche Zelensky, hanno cominciato a bombardare anche il territorio russo da tempo. Non sto difendendo Putin ma dal lato di Zelensky non c’è un atteggiamento solo difensivo, perchè da tempo hanno iniziato a fare attentati e bombardamenti che hanno coinvolto anche i civili».

Indicando la via diplomatica per superare lo stallo, ha concluso: «È una guerra in atto e il tema è come ne usciamo. L’unica possibilità che abbiamo per uscirne è costruire un negoziato e dobbiamo pretendere che ci sia anche l’intervento dei Brics, a partire dalla Cina. L’Italia deve aiutare e in Europa deve essere protagonista di una svolta».

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