Ucraina, il Wsj: «Elon Musk ha ordinato di rallentare Starlink»
Il rallentamento di Starlink in Ucraina è stato ordinato da Elon Musk. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo cui l’imprenditore ne avrebbe parlato con Donald Trump poco dopo che la notizia «era divenuta pubblica». Altre fonti del quotidiano sostengono invece che avrebbe contattato il presidente e altri funzionari della Casa Bianca prima di dare l’ordine. In entrambi i casi, la ricostruzione chiama in causa il patron di SpaceX, che aveva attribuito al governo statunitense la responsabilità delle limitazioni. «Qualsiasi rallentamento viene deciso dall’esercito statunitense e, in ultima istanza, dal presidente degli Stati Uniti», il messaggio di Musk su X.
Le conseguenze del rallentamento di Starlink
Nei giorni scorsi, le forze armate ucraine avevano annunciato il ripristino dell’operatività di Starshield, la versione militare di Starlink, dopo le limitazioni che avevano compromesso soprattutto l’utilizzo dei droni, sia negli attacchi sia nelle operazioni difensive. Restavano però dubbi su chi avesse disposto il blocco e quali fossero le ragioni alla base della decisione.
Le accuse di Kiev e le risposte di Washington
Fin dall’inizio, il governo ucraino aveva puntato il dito contro l’amministrazione Trump, che stava esercitando pressioni sul presidente Volodymyr Zelensky affinché fermasse gli attacchi alle raffinerie russe. In un’intervista al Financial Times, il leader di Kiev aveva escluso l’ipotesi di un guasto tecnico, sostenendo che le restrizioni fossero state deliberate: «Non è stato un problema tecnico, ma un’operazione voluta».
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Le prime ricostruzioni e le responsabilità di Musk
Starshield è di proprietà di SpaceX, la società statunitense di Musk, e viene gestita in collaborazione con il dipartimento della Difesa americano. Già un’inchiesta di Reuters, basata sulle testimonianze di due funzionari americani e uno europeo, aveva ricondotto la decisione di limitare la connessione alla Casa Bianca, senza però chiarire chi avesse impartito l’ordine. L’amministrazione Trump aveva negato ogni responsabilità. Ora, però, il Wall Street Journal fa il nome di Elon Musk.
I conti di SpaceX: ricavi in volo del 161% e utile record a 4,4 miliardi
Mentre Starlink è travolta dalle polemiche, SpaceX alza il velo su conti stellari. Nel terzo trimestre, i ricavi sono aumentati del 161%, raggiungendo i 14,6 miliardi di dollari. L’utile è salito a 4,4 miliardi, oltre il doppio dei 2 miliardi attesi dagli analisti, a fronte della perdita di 1,1 miliardi registrata nello stesso periodo dell’anno precedente. I risultati hanno spinto il titolo, in rialzo di oltre il 5,5% nelle contrattazioni after-hours.
A trainare la crescita sono soprattutto i servizi di cloud computing e l’intelligenza artificiale, i cui ricavi sono balzati di quasi l’830%, passando da 813 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2025 a 7,6 miliardi. Un’accelerazione significativa anche rispetto ai 2,56 miliardi del trimestre precedente. Prosegue intanto la corsa agli investimenti nell’Ai: le spese in conto capitale sono salite a 19,6 miliardi di dollari, dai 18,4 miliardi del secondo trimestre, superando le attese degli analisti, ferme a 18 miliardi.

