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Droni bloccati e missili “invisibili”: così il gelo tra Trump e Zelensky piega la difesa di Kiev

14 Ottobre 2026 - 14:48 Stefania Carboni
starlink
Ieri c'è stato un blackout improvviso delle connessioni satellitari militari di Starlink (Starshield) che ha paralizzato le operazioni dei droni. Sarebbe stata applicata, senza preavviso, una drastica limitazione sulla velocità che avrebbe mandato ko le apparecchiature. Musk finora tace
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Due indizi in appena quarantotto ore tracciano uno scenario sempre più inquietante per le forze armate ucraine, pur in assenza di conferme ufficiali sul fatto che Washington abbia deliberatamente tagliato i ponti con Kiev. Prima i missili russi caduti improvvisamente su Kiev senza che scattasse alcun preavviso; poi il blackout improvviso delle connessioni satellitari militari gestite da Starlink (Starshield), che ha paralizzato le operazioni dei droni. Un doppio cortocircuito che si verifica proprio mentre si rincorrono le indiscrezioni sulle pressioni americane per sospendere la condivisione delle informazioni d’intelligence.

L’ipotesi di un “accecamento” guidato da oltreoceano ha già costretto l’esercito ucraino ad annullare diverse missioni sul campo. Nel frattempo, approfittando dell’incertezza e dei dubbi sulla tenuta dell’alleanza tra Kiev e gli Stati Uniti, la Russia continua a martellare le infrastrutture energetiche. Un’escalation che cancella di fatto la tregua annunciata da Donald Trump — e mai davvero raccolta da Mosca — provocando la reazione furibonda di Volodymyr Zelensky, che lascia intendere come la Casa Bianca si stia dimostrando debole di fronte a Vladimir Putin.

Il tetto di velocità che blocca i droni di Kiev

Secondo diverse fonti militari, durante la notte SpaceX ha applicato senza preavviso una drastica limitazione a Starshield, la versione militare di Starlink essenziale per la guida dei droni ucraini più veloci e letali. I dettagli tecnici mettono in luce la portata del problema. Non appena i velivoli superano i 160 km/h (100 mph), i terminali perdono istantaneamente la connessione satellitare. Un video diffuso dai comandi militari, secondo quanto riportato anche da Repubblica stamane, mostra due droni rimasti improvvisamente privi di segnale e incapaci di proseguire l’attacco. Il 7° Corpo di reazione rapida, impegnato nel fronte sud-orientale, ha confermato lo stop forzato su diverse operazioni.

«Non ci hanno avvertito e sono fallite diverse missioni»

Non solo, in alcuni settori le comunicazioni sono saltate per una ventina di secondi anche a velocità inferiori, compromettendo i raid contro i centri logistici russi nei territori occupati. «Le nostre forze di difesa non sono state avvertite, e questo ha provocato il fallimento di diverse missioni», ha denunciato Serhiy “Flash” Beskrestnov, esperto di tecnologie militari e consulente della presidenza ucraina. Per Beskrestnov, il blocco impostato a 100 miglia orarie sul pacchetto Starshield non può essere casuale, ma è strettamente legato all’attuale congiuntura politica. Ancora più duro l’attivista Serhiy Sternenko, che ipotizza un intervento diretto di SpaceX su richiesta dell’entourage di Trump. Da parte della società di Elon Musk, per ora, tutto tace.

I precedenti: i missili russi balistici su Kiev senza allarmi

Il blocco dei droni non arriva a ciel sereno. Tra lunedì e martedì, i missili balistici russi hanno sventrato gli obiettivi a Kiev prima ancora che le sirene potessero allertare la popolazione. Zelensky ha denunciato apertamente la mancanza di segnalazioni da parte degli alleati occidentali, fondamentali per intercettare i lanci grazie alla rete satellitare a infrarossi degli Stati Uniti. Nell’ultimo raid contro la centrale termoelettrica CHPP-4, i radar ucraini sono riusciti a individuare i vettori russi solo quando erano ormai alle porte della capitale. Finora Donald Trump aveva smentito qualsiasi blocco nei flussi di informazioni militari.

    Pressioni politiche e il fattore carburante

    A far traboccare il vaso, tuttavia, sono le indiscrezioni raccolte dalla stampa internazionale sulle pressioni della nuova amministrazione USA. La squadra di Trump avrebbe minacciato di tagliare l’intelligence e le forniture belliche del programma “Purl” se Kiev non avesse fermato gli attacchi contro le raffinerie russe.

    Sullo sfondo resta la controversa telefonata tra Trump e Putin sull’accordo per il diesel, che ha colto di sorpresa i diplomati di mezzo mondo e lasciato sconcertata Kiev. Per la linea politica MAGA, contenere il prezzo del carburante è considerata una priorità assoluta in vista delle elezioni di midterm. Nelle ultime ore la Russia ha sferrato un’offensiva con 39 missili balistici (solo 4 intercettati) e 128 droni. Oltre 600.000 persone sono prive di elettricità, con danni registrati in 26 siti elettrici e 4 petroliferi. L’Aeronautica ucraina ha confermato che se la prima ondata di missili è passata inosservata agli alleati, le tre successive sono state regolarmente segnalate.