Musk e il blackout di Starlink in Ucraina: «È Trump che decide». Accordo sul gasolio russo, Mosca attacca Meloni: «Non è affare suo» – La diretta
Giunge rapida la replica di Mosca alle critiche sollevate in Aula da Giorgia Meloni sull’intesa energetica stretta tra Stati Uniti e Russia. Interpellata sulla posizione del governo italiano in merito all’accordo per la fornitura di gasolio annunciato da Donald Trump dopo il vertice telefonico con Vladimir Putin, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha liquidato con freddezza le dichiarazioni della premier: «Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno».
Continuano i raid russi
Il presidente ucraino Zelensky ha segnalato un bilancio di sei vittime e tredici feriti nella regione della Volinia a causa dei droni russi, che hanno colpito strutture civili e negozi. L’incursione segue un raid notturno contro il sistema energetico che ha compromesso le forniture a Kiev, nella sua provincia e nell’area di Kharkiv, dove sono in corso le riparazioni. Il leader di Kiev ha descritto le azioni della Russia come una strategia deliberata per terrorizzare i cittadini e mantenere alta la pressione sul Paese
Kiev: «Connessione a Starlink migliora, ma sempre limitata»
La connessione alla rete Starlink di SpaceX «è migliorata», ha dichiarato in serata il ministero della Difesa ucraino, precisando tuttavia che l’azienda di Elon Musk mantiene un limite di utilizzo in movimento pari a 161 km/h. «SpaceX continua a mantenere un limite di 161 km/h. Durante la giornata (di oggi), i limiti effettivi erano molto più bassi. Tuttavia, da questo momento registriamo che, fino a una velocità di 160 km/h, la qualità della connessione è migliorata”, ha dichiarato il ministero ai giornalisti, precisando di rimanere in contatto con SpaceX.
Musk: «Governo Usa decide velocità e limiti»
«I sistemi Starshield», la versione militare di Starlink, «sono di proprietà e sotto il controllo del governo statunitense. Eventuali limitazioni alla velocità o all’utilizzo sono stabilite dai militari e, in ultima istanza, dal presidente». Lo afferma Elon Musk su X in quello che appare un riferimento all’Ucraina, che comunque non è citata. «Starlink è un servizio commerciale di proprietà e sotto il controllo di SpaceX; il suo utilizzo è limitato ad attività civili o difensive e non può essere impiegato per azioni militari offensive, poiché ciò risulterebbe inappropriato per un’azienda commerciale», ha messo in evidenza.
La smentita dell'Fbi su Patel
L’Fbi ha smentito la notizia data dall’emittente MS NOW dell’arrivo in Russia del direttore Kash Patel, affermando che si trova in Virginia. In un post su X, l’Fbi ha pubblicato l’annuncio dell’arrivo da parte dell’emittente, affiancato dalle immagini di Patel a un evento a sostegno delle forze dell’ordine, scrivendo: «A sinistra, MS Now riporta, citando fonti informate, che Kash Patel è appena arrivato in Russia. A destra: ecco dove si trova realmente Kash Patel… alla Liberty University, per un evento di sostegno alle forze dell’ordine. Le ‘fonti’ di MS Now non sono ‘informate’ su un bel niente».
Zelensky: «Trump non può stare dalla parte sbagliata della storia»
«Volodymyr Zelensky si sente “tradito” da Donald Trump per l’accordo sul gasolio con Vladimir Putin e la cosiddetta tregua energetica. Lo ha detto il presidente ucraino in un’intervista all’anchorman britannico Piers Morgan sul suo canale YouTube. “Se sei nel mezzo, devi restare nel mezzo, non dalla parte sbagliata. Penso che i consiglieri di Trump sbaglino. Questa non è la parte giusta della storia”, ha affermato. Zelensky ha anche lanciato un messaggio a Elon Musk, convinto che il servizio Starlink sia stato limitato per danneggiarlo a fronte degli attacchi russi: “È un grande errore, morirà gente”.
Nell’intervista Zelensky ha chiesto a Musk di ripristinare il sistema Starlink, usato dall’esercito ucraino al fronte, che secondo Kiev è stato rallentato. “Spero che sia un errore, forse un enorme problema tecnico. Non lo so, ma chiediamo di farlo, di riaccenderlo”, ha detto il presidente. La rete satellitare consente, tra l’altro, alle forze ucraine di colpire nei territori occupati dalla Russia e di far funzionare i droni intercettori. Quanto all’accordo sul gasolio tra Trump e Putin, Zelensky ha raccontato che la sua prima reazione è stata: “È un peccato che stiamo perdendo un partner forte”. I problemi nei rapporti con gli Stati Uniti, ha aggiunto, non dipendono da Kiev: “Non possiamo essere deboli, perché ne va della nostra sopravvivenza”.»
Il numero uno dell'Fbi è a Mosca
Kash Patel, alla guida dell’FBI statunitense, è giunto in Russia per una serie di negoziati con l’FSB, l’agenzia di sicurezza interna di Mosca. Si tratta della prima visita di questo livello nel Paese dal 2013, con un programma di due giorni che farà tappa sia nella capitale sia a San Pietroburgo. La notizia della presenza di Patel sul territorio russo è stata inizialmente diffusa dall’agenzia RBC-Ucraina e successivamente confermata dal canale MS NOW, mentre il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha evitato di rilasciare dettagli preventivi, richiamando la consuetudine di non pubblicizzare i viaggi dei capi dei servizi segreti internazionali. Tra i temi al centro del confronto figurano la collaborazione bilaterale e la lotta alle frodi.
A Lutsk sei morti e tredici feriti
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha aggiornato sui social il bilancio dell’attacco con droni russi che ha colpito la regione di Volinia, provocando a Lutsk sei morti e tredici feriti oltre a danni a edifici residenziali e attività commerciali. Esprimendo il proprio cordoglio per le vittime, il leader di Kiev ha denunciato come questa ennesima aggressione ai danni di infrastrutture civili si sommi alle incursioni notturne contro la rete energetica nazionale, che hanno causato gravi interruzioni nella capitale e nelle regioni di Kiev e Kharkiv. Secondo Zelensky, l’offensiva russa rappresenta una pressione sistematica sulla popolazione e dimostra la volontà di Mosca di proseguire le ostilità, agendo in aperto disprezzo verso le sollecitazioni della presidenza americana e le aperture di dialogo di Donald Trump.

