Il video della vendita in strada della «refurtiva dei saccheggi di Parigi» è stato girato in Spagna
Circola un video in cui alcune persone, a prima vista presumibilmente straniere, vendono borse e altri prodotti su un marciapiede affollato di Parigi. Secondo la narrazione, starebbero vendendo oggetti rubati dai negozi durante i disordini avvenuti nella capitale francese a ottobre. In realtà, la scena non è stata ripresa a Parigi, ma a Madrid, sulla Gran Vía, e circola online su X da cinque giorni prima delle devastazioni in Francia. A ricostruirlo sono i colleghi spagnoli di Maldita.es.
Cosa afferma il post sui venditori a Parigi
Il video mostra alcune persone che vendono maglie da calcio, borse e altri articoli lungo un marciapiede. La didascalia italiana afferma che nelle strade di Parigi si venderebbero oggetti rubati nei negozi locali, che alle autorità non importerebbe nulla della loro provenienza e che la Francia starebbe scivolando verso il declino. Nel testo è presente anche un riferimento al colore della pelle dei venditori.

Perché il video è stato girato a Madrid e non a Parigi
La scena si svolge all’ingresso della metropolitana di Gran Vía. La scena è compatibile con la vista della stessa zona su Google Street View.

Il video era online prima dei saccheggi in Francia
Di fatto, il filmato circola da prima dei saccheggi. Un utente di X lo ha pubblicato il 12 ottobre. Le manifestazioni contro il caro vita si sono tenute sabato 17 ottobre.

Dal canale russo ai post italiani
Il testo italiano ricalca quello di un messaggio in russo, pubblicato sul canale Telegram di Oleg Blokhin alle 16:41. Di seguito il testo in lingua russa: «На улицах Парижа негры продают вещи, накануне украденные из местных магазинов. Властям пофигу происхождение этих вещей. Франция как государство катится дальше в сторону краха и абсурда».

Il 20 ottobre alle 22:01, la stessa didascalia compare sul canale Saker Italia, che indica come fonte proprio Blokhin.

Il video diffuso in 13 lingue, anche da RT
Il percorso si inserisce in una diffusione più ampia. Maldita ha contato una trentina di post in 13 lingue, tra cui un messaggio in inglese dell’account di RT, l’agenzia statale russa. La versione italiana della narrazione associata al video non compare nell’elenco dei colleghi spagnoli, indice che questa verifica indica come la diffusione in Italia sia un ulteriore passaggio di una catena già in corso.
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