Si infiltra nelle chat degli studenti per fermare l’occupazione: la mossa del preside che fa infuriare genitori e sindacati
Di fronte a occupazioni e presidi studenteschi, il dirigente scolastico dell’istituto nautico San Giorgio di Genova, Paolo Fasce, ha deciso di anticipare le mosse dei suoi alunni. Per farlo si è “infiltrato” nelle chat dei ragazzi con l’obiettivo di identificare gli organizzatori delle occupazioni e avvertire le famiglie. Come spiega Il Secolo XIX, la scelta è arrivata dopo l’ennesima presa in autogestione degli istituti superiori genovesi di ieri, mercoledì 21 ottobre, in cui gli studenti hanno protestano contro il carovita, i blocchi che stanno colpendo il Sud e alcuni problemi nelle varie sedi scolastiche.
Perché i ragazzi dell’Istituto nautico protestano
I casi di occupazione sono tenuti sotto osservazione da Fasce dall’anno scorso, quando un presidio era sfociato in atti di vandalismo, dopo che nell’istituto nautico erano entrate persone estranee. La situazione stava per ripetersi. All’istituto c’è stato un primo tentativo di occupazione nella palestra, nato con l’obiettivo di “prendere” tutto l’edifico. I ragazzi protestavano contro la guerra e il carovita, oltre che per i problemi strutturali della scuola, tra cui «impianti di illuminazione tenuti con lo scotch, porte rotte, muri in cartongesso dove è vietato appoggiarsi, impianti elettrici scoperti e situazioni di degrado», come riporta Ansa.
Fasce ha risposto a queste lamentele, spiegando che «al di là delle proteste di taglio politico, qui mi contestano i danni a una porta del bagno, che però è responsabilità di un vandalo ed è stata denunciata come tale, quindi dobbiamo aspettare l’esito del rimborso assicurativo». Aggiungendo poi che nella giornata di giovedì 22 ottobre «verranno i tecnici della Città metropolitana per vedere se ci sono interventi urgenti da intraprendere».
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La mossa di Fasce
Per questi tentativi di presidi, Fasce ha voluto intervenire entrando nei gruppi degli alunni. Così il preside ha registrato i numeri di telefono di chi avrebbe voluto partecipare a una possibile occupazione e con una circolare ha mandato ai genitori degli studenti una lista con i contatti, resi riconoscibili solo dalle ultime tre cifre. Secondo il dirigente la sua iniziativa rientrava «nell’ambito della collaborazione scuola-famiglia e nel rispetto della privacy», di conseguenza «mi è sembrato corretto dare queste informazioni». Inoltre, ha invitato i genitori a parlare con i propri figli di queste organizzazioni.
Come hanno reagito le famiglie
Le famiglie, però, non hanno apprezzato il gesto di Fasce. Anzi hanno denunciato il fatto informando la Flc Cgil. «Rendere nota, seppur solo alle famiglie, l’esistenza di una chat tra ragazzi, risulta un atteggiamento altamente diseducativo che può far venire meno la fiducia degli studenti nel sistema scolastico», afferma Elena Bruzzese, segretaria provinciale del sindacato. Sottolineando come la scuola sia un luogo in cui avviare un dialogo e diffondere valori educativi, specifica come non debba «mai fare venir meno quello che è il suo ruolo: formare coscienze critiche. – dice Bruzzese – Non ci stupiamo del comportamento di Fasce, più attento a reprimere che ad avviare un dialogo costruttivo».

