Sono veri disegni della Disney, ma li scambiano per AI: il caso dello spot di Prada e il cortocircuito sui social – Il video
Basta una matita, un foglio di carta e qualche settimana di pazienza per far nascere un’idea di marketing. Eppure, quando Disney e Prada hanno scelto di raccontare la collezione invernale con il tratto delle antiche fiabe, il web non ha avuto dubbi: troppo creativo, quindi fatto con l’intelligenza artificiale. Nessuno ha pensato alle mani dei disegnatori che alla base aveva un obiettivo: riportare in scena la magia dell’animazione classica.
Com’è fatta la pubblicità di Prada
Nella pubblicità Drawing Prada: Animated by Hand, diretta creativamente da Miuccia Prada e Raf Simons, compaiono cinque volti noti del cinema internazionale: Sadie Sink e Maya Hawke, attrici di Stranger Things, Kelvin Harrison Jr., Luther Ford e la star cinese Chen Haoyu. Con indosso i capi must have dell’inverno 2026, i protagonisti camminano per strade di campagna coperte di neve o rientrano in casa per scaldarsi davanti al camino. I paesaggi richiamano le prime fiabe televisive, ma la suggestione è rafforzata da un’altra presenza tipica dei cartoni: gli animali del bosco con coniglietti, topini e volpi.
Da chi è stata realizzata la pubblicità
I filmati riportano agli anni d’oro della Disney, quelli di Cenerentola, Biancaneve e Bambi. Glen Luchford ha disegnato a mano su carta ogni singolo fotogramma, poi fuso con le riprese reali per ottenere una scena a metà tra cartone animato e set. La direzione artistica è di John Pomeroy, entrato alla Disney negli anni Settanta e coinvolto in titoli come Le avventure di Bianca e Bernie e Red e Toby nemiciamici. Lasciata l’azienda per fondare uno studio indipendente, vi è tornato negli anni Novanta, lavorando al personaggio di John Smith in Pocahontas, a Fantasia 2000 e a Milo Thatch in Atlantis – L’impero perduto. Proprio Pomeroy ha guidato la creazione degli animali, partendo dai loro atteggiamenti: per questo motivo i topolini si infilano nelle scarpe a pois bianche e nere di Sadie Sink e una volpe insegue Maya Hawke nel bosco.
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Qual era lo scopo di Prada
L’obiettivo era parlare a generazioni diverse, accomunate dai cartoni animati in videocassetta. Al centro ci sono i Millennials e i “boomer”, cioè i genitori degli attuali trentenni e quarantenni, che hanno condiviso le stagioni Disney di fine Novecento, seduti sul divano a guardare i film. C’è poi la Gen Z, cresciuta con altre tecniche di animazione, ma affascinata dall’analogico e da epoche che non ha potuto vivere. «L’animazione conferisce alle storie una dimensione che il cinema dal vivo non può raggiungere» spiega Pomeroy, precisando che la scelta del disegno a mano punta a «mostrare il valore del tocco umano e dimostrare che il lavoro realizzato a mano, con cura artigianale, è ancora vivo nel mondo di oggi».
L’accusa dell’AI
Il paradosso è che proprio questa cura artigianale ha alimentato il sospetto. Oggi le macchine vengono impiegate per gran parte delle pubblicità: permettono di produrre contenuti creativi in poco tempo e di abbattere i costi degli animatori, che invece hanno bisogno di settimane per realizzare gli sketch. Miuccia Prada, però, ha scelto di distinguersi ancora una volta, rifiutando la tecnologia a favore del lavoro di un disegnatore umano.

