Risolto dopo 188 anni il mistero della prima fotografia che ritrae degli uomini: si erano fermati per lucidare le scarpe. La scoperta sul luogo dello scatto
Nella primavera del 1838, lungo il boulevard du Temple a Parigi, un uomo si ferma per farsi lucidare le scarpe. Davanti a lui, chino sul marciapiede, c’è un lustrascarpe. Nessuno dei due può immaginare che quel gesto quotidiano li farà entrare nella storia. A pochi metri di distanza, infatti, Louis Daguerre sta sperimentando un’invenzione rivoluzionaria per l’epoca: un apparecchio capace di catturare ciò che si trova davanti all’obiettivo e di conservarne l’immagine su una lastra di metallo trattata con sostanze chimiche. È uno dei primi procedimenti fotografici della storia, ma ha un limite: per ottenere una fotografia, l’apparecchio deve rimanere immobile per diversi minuti.
I due uomini, che si trovavano in una posizione quasi immobile, finiscono così in quella che è considerata la prima fotografia conosciuta in cui compaiono figure umane riconoscibili. A distanza di 188 anni, un gruppo di ricercatori è riuscito a individuare il punto in cui si trovavano. Un’indagine durata due anni, che ha richiesto lo studio di antiche mappe, documenti d’archivio e ricostruzioni tridimensionali della Parigi ottocentesca.
Perché nella fotografia si vedono soltanto due persone
La fotografia di Daguerre mostra il boulevard du Temple, all’epoca una delle strade più frequentate della capitale francese. Eppure, guardando l’immagine, la strada sembra quasi completamente deserta. Non ci sono passanti, né carrozze. La spiegazione sta nei tempi di esposizione necessari alle prime macchine fotografiche: per ottenere un’immagine servivano diversi minuti, durante i quali tutto ciò che si muoveva risultava invisibile o indistinto. I passanti e le carrozze, quindi, non lasciarono tracce riconoscibili sulla lastra.
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L’uomo che si faceva lucidare le scarpe, invece, rimase fermo abbastanza a lungo da essere immortalato. Lo stesso accadde al lustrascarpe, la cui sagoma si distingue con maggiore difficoltà nella parte inferiore sinistra dell’immagine.

Due anni di ricerche per ritrovare il luogo dello scatto
A cercare di stabilire dove si trovassero esattamente i due uomini sono stati tre cineasti: Maximilien Van Aertryck, Axel Danielson e Kalle Boman. Come ricostruisce lo Smithsonian Magazine, i tre ricercatori hanno impiegato due anni per individuare il punto in cui si trovavano i protagonisti della fotografia. Il loro lavoro è cominciato nel 2024, ma si è scontrato fin dall’inizio con una difficoltà: il boulevard du Temple del 1838 non esiste più nella sua forma originaria. Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, alcuni grandi interventi urbanistici cambiarono radicalmente l’aspetto di Parigi. Interi isolati furono demoliti per lasciare spazio a nuove strade e piazze. Anche la zona immortalata da Daguerre venne trasformata e oggi corrisponde in parte all’area di Place de la République.
Per ricostruirla, i tre ricercatori hanno consultato mappe catastali, disegni, incisioni e planimetrie conservati negli archivi della città. Hanno poi confrontato il materiale storico con una scansione tridimensionale dell’area attuale. Un dettaglio si è rivelato particolarmente importante: la fotografia di Daguerre viene normalmente riprodotta con l’immagine invertita rispetto alla disposizione reale degli edifici. Per confrontarla con le mappe è stato quindi necessario ribaltarla.

La targa inaugurata a Parigi
Il risultato dell’indagine è stato presentato il 15 ottobre 2026, quando a Place de la République è stata inaugurata una targa commemorativa in bronzo. L’opera si intitola Un détail imprévu, «Un dettaglio imprevisto», e riproduce il particolare della fotografia in cui compaiono le due figure.
La targa è stata collocata nella pavimentazione della piazza, nel luogo individuato attraverso le ricostruzioni. Come spiegato dal Comune di Parigi, l’iniziativa vuole ricordare quelle due persone sconosciute che, senza averlo scelto, sono diventate parte della storia della fotografia. La loro identità resta un mistero. La ricerca non ha permesso di stabilire chi fossero, quanti anni avessero o che cosa facessero nella vita.
Che cosa è successo alla fotografia originale
Anche la lastra fotografica di Daguerre ha avuto una storia travagliata. Nel 1839 l’inventore donò alcuni dei suoi lavori a sovrani europei. L’immagine del boulevard du Temple entrò nelle collezioni di Ludovico I di Baviera e fu poi conservata al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco. Durante la Seconda guerra mondiale subì gravi danni e un intervento di restauro effettuato negli anni Settanta ha compromesso ulteriormente la lastra. La fotografia che conosciamo oggi è una riproduzione realizzata nel 1936, prima che l’originale venisse danneggiata in modo irreparabile.

