Titanic, perché il governo degli Stati Uniti vuole bloccare la vendita all’asta di oltre 100 oggetti recuperati nel relitto
Una collana fatta di pepite d’oro, gioielli, posate e persino un cherubino di bronzo che un tempo decorava la scalinata del Titanic. Sono alcuni degli oltre 100 oggetti recuperati dal relitto che ora potrebbero finire all’asta, con prezzi potenzialmente milionari. Ma a cercare di impedire la vendita è il governo degli Stati Uniti, protagonista di una battaglia legale contro la società che da oltre trent’anni detiene i diritti esclusivi di recupero degli oggetti appartenuti alla nave affondata nel 1912. La questione non riguarda soltanto il valore economico dei reperti, ma anche il loro significato storico: possono diventare proprietà private o devono rimanere a disposizione del pubblico?
La battaglia legale sugli oggetti del Titanic
Al centro della controversia – come racconta ABC News – c’è la RMS Titanic Inc., società americana alla quale un tribunale federale ha riconosciuto nel 1994 i diritti esclusivi di recupero dei reperti dal relitto, che si trova a circa quattromila metri di profondità nell’Atlantico settentrionale. Il riconoscimento era però accompagnato da alcune condizioni: gli oggetti recuperati dovevano essere conservati come un’unica collezione, destinata alla ricerca e alle esposizioni pubbliche, senza essere venduti singolarmente.
Nel marzo 2026 la società ha presentato un progetto per mettere all’asta oltre cento reperti. Tra questi figurano gioielli impreziositi da pietre, oggetti di uso quotidiano e una statuetta di bronzo proveniente dalla grande scalinata della nave, uno degli ambienti più famosi del Titanic, ricostruito anche nel film di James Cameron.
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La proposta ha incontrato l’opposizione della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia federale americana che rappresenta gli interessi del governo nella tutela del relitto. Secondo l’amministrazione, la vendita violerebbe gli obblighi assunti dalla società e rischierebbe di disperdere definitivamente una collezione di grande valore storico.
La RMS Titanic Inc., però, sostiene che i reperti destinati all’asta costituiscano un caso particolare: appartengono infatti alla cosiddetta «collezione francese», un insieme di oggetti recuperati durante una spedizione del 1987, organizzata con la partecipazione del governo francese. Secondo i legali della società, questi reperti non sarebbero soggetti alle stesse restrizioni imposte dai tribunali americani agli oggetti recuperati nelle spedizioni successive.
Il giudice blocca la vendita, ma la società presenta ricorso
Ad agosto, la giudice federale Rebecca Beach Smith aveva bloccato la vendita, stabilendo che fossero necessari ulteriori chiarimenti prima di autorizzare qualsiasi operazione. La società ha però deciso di impugnare il provvedimento davanti alla Corte d’appello federale del Quarto circuito, chiedendo il 9 ottobre un esame accelerato del caso.
Se da una parte il timore è che la vendita a collezionisti privati possa sottrarre definitivamente al pubblico oggetti che raccontano una delle più grandi tragedie della navigazione, dall’altra la RMS Titanic Inc. ha invece sostenuto che un’eventuale vendita sarebbe compatibile con i propri obblighi di conservazione.
Quanto valgono gli oggetti recuperati dal Titanic

Il mercato dei cimeli del Titanic è particolarmente redditizio: altri reperti legati al naufragio, entrati legittimamente in collezioni private, vengono regolarmente battuti all’asta. Nell’aprile 2026, per esempio, un giubbotto di salvataggio indossato da una passeggera sopravvissuta al naufragio è stato venduto per oltre 900mila dollari. Nella stessa asta, un cuscino proveniente da una delle scialuppe ha raggiunto i 527mila dollari.
Nel 2025, invece, un orologio da tasca d’oro appartenuto a Isidor Straus, facoltoso passeggero morto nel naufragio, è stato aggiudicato per 1,78 milioni di sterline. Nel 2013, un violino ritenuto appartenuto a uno dei musicisti che continuarono a suonare mentre la nave affondava era stato venduto per 1,45 milioni di dollari.
I numeri della tragedia del Titanic
Il transatlantico affondò nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912, durante il viaggio inaugurale da Southampton a New York, dopo aver colpito un iceberg. Morirono circa 1.500 persone, mentre i sopravvissuti furono circa 700. Il relitto venne individuato soltanto nel 1985, a circa 640 chilometri dalle coste di Terranova, in Canada.

